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Importante da sapere

MetodoBianchini dà l’opportunità di incrementare la propria conoscenza e consapevolezza alimentare attraverso un percorso evolutivo personalizzato in logica biochimica pensato per migliorare il benessere complessivo. 

Un metodo UNICO perchè offre la possibilità di essere felici mangiando anche alimenti VIETATI dalle diete ma combinati ed assunti all’orario corretto rispettando il naturale orologio biologico, soddisfacendo il cervello e il palato; una RIVOLUZIONE CULTURALE rispetto ad una dieta ipocalorica e restrittiva!

COME SI PUO’ CERCARE DI MIGLIORARE IL BENESSERE ATTRAVERSO IL CIBO?

mantenendo un corretto controllo ormonale!

GLI ORMONI SONO IN GRADO DI DETERMINARE LO STATO DI SALUTE O DI MALATTIA perché OGNI VOLTA CHE MANGIAMO, IL NOSTRO CORPO REAGISCE CON UNA RISPOSTA ORMONALE!

SE CORRETTA può prevenire patologie, migliora il benessere, rallenta l’invecchiamento, mantiene il peso forma.

SE SBAGLIATA altera la produzione ormonale con conseguente aumento di INFIAMMAZIONE cellulare.

L’INFIAMMAZIONE CELLULARE È IL PUNTO DI PARTENZA DI TUTTI I DISTURBI E PATOLOGIE!

COME RIDURRE IL LIVELLO DI INFIAMMAZIONE?

NUTRENDOSI CORRETTAMENTE!

LEGGI ARTICOLO DI PAOLO BIANCHINI SULLA RIVISTA VANITY FAIR SU DIETA “ORMO-CHIMICA”

LEGGI ANCHE GLI ARTICOLI  SU “CIBO E FELICITA'” SULLA RIVISTA STARBENE O IODONNA

Preparazione dei cibi

Questo è un argomento abbastanza complesso per cui chi volesse approfondire è invitato alla lezione di nutrizione consapevole, grazie.

Si, è fortemente raccomandato perchè ti spieghiamo tutto.

PROSSIMA LEZIONE VENERDI’ 5 APRILE ORE 20.30. 

Clicchi sul link per tutte le info https://www.metodobianchini.it/nutrizione-consapevole/

Sfatiamo questo grande mito!

Se pensi ad esempio di riempirti di arance per il loro contenuto di vit. C sappi che ti stai anche riempiendo di zuccheri!

Stando a quasi tutte le tabelle nutrizionali al mondo, con l’unica eccezione di quelle del governo australiano, la carne rossa non avrebbe alcun contenuto di vitamina C.

La cosa è falsa, come dimostrato dalle analisi australiane e di molti laboratori indipendenti, ma non viene corretta.

La carne di manzo ha circa 1-3 mg di vitamina C per 100 g, il che significa che mangiare mezzo kg di bistecca più o meno soddisfa il fabbisogno minimo giornaliero di un uomo, che è intorno a 10 mg.

Questo è il motivo per cui cacciare un orso e mangiarne la carne ha sempre curato i marinai delle spedizioni artiche dallo scorbuto, non serve la frutta se hai carne fresca.

Ma mangiare cibi grassi non alza il colesterolo…??!? Il mio medico mi ha sempre detto di si!!!

MI SONO DILUNGATO MA E’ FONDAMENTALE FARE CHIAREZZA E CONOSCERE LA VERITA’.

 

1° PUNTO:

E’ praticamente impossibile ridurre o alzare il colesterolo attraverso il cibo perchè il colesterolo dipende da altro! 

Quello che va assolutamente compreso è che il colesterolo ha un’importanza vitale per il cervello, infatti non saremo in grado di pensare e ragionare normalmente senza di esso. E’ talmente importante che tutte le cellule sono in grado di produrne autonomamente: di fatto ogni giorno ne produciamo da tre a cinque volte in più rispetto a quanto ne arriva con la dieta. Il paradosso è che se la nostra dieta non ne fornisce a sufficienza allora la produzione aumenta (endogena), se invece si aumentano i grassi saturi essa diminuisce. Ecco perché è difficile ridurne e controllarne il livello ematico regolando l’alimentazione.

La prima osservazione è che con il cibo apportiamo appena un 10% del colesterolo totale e il restante 90% è autoprodotto per via endogena.
Il suo ruolo è preziosissimo per il funzionamento dell’organismo non solo organico ma anche sociale e comportamentale.

Fondamentale perché:

  • è un componente essenziale della membrana cellulare di tutte le cellule;
  • regola lo scambio di sostanze messaggere tramite la membrana cellulare;
  • è coinvolto nella crescita e nella divisione cellulare;
  • è la sostanza base per la sintesi di numerosi ormoni (aldosterone, cortisolo, testosterone, estradiolo, ecc.);
  • è essenziale per lo sviluppo embrionale;
  • è prodotto nel fegato e impiegato per produrre la bile;
  • si trova in grande abbondanza nel cervello, nel sistema nervoso, nelle ghiandole surrenali e nella pelle.

 

2° PUNTO: CARBOIDRATI E COLESTEROLO

I carboidrati infiammano le arterie danneggiandole, il colesterolo è richiesto dal corpo per riparare la parte dell’arteria danneggiata. Quindi non sono i grassi a “richiamare” colesterolo ma la pasta al pomodoro che vi siete mangiati fino ad oggi tutti i giorni a pranzo e la frutta che avete mangiato come spuntino “innocuo e salutare” a metà mattina e pomeriggio.

 

3° PUNTO: SENSO BIOLOGICO DEL COLESTEROLO 

Si può affermare che tutta la vita sociale umana è mossa da due “frequenze”: estrogeno e testosterone (femminile e maschile). Questi due ormoni regolano la socialità dando una percezione della vita e una reazione alla stessa molto diversa, a seconda che il cervello legga meglio l’uno o l’altro.

La statina, il farmaco più usato per ridurre il colesterolo, interviene nella sintesi del colesterolo bloccandone la produzione a livello di fegato.
Siamo sicuri che questo freno chimico non abbia ripercussioni nella vita sociale dell’uomo? In fin dei conti il colesterolo è il precursore dei più importanti ormoni umani.

 

4° PUNTO: NESSUNO TESTA IL COLESTEROLO LDL

Vi sorprenderà sapere che il valore del colesterolo LDL nei vostri esami del sangue non è reale, l’LDL non viene infatti generalmente testato perché è un esame complesso, tanto che negli USA solo due laboratori sono in grado di effettuarlo.

Ma come, direte, allora ci prendono in giro? Beh, dovreste averlo capito a questo punto…

Vediamo dunque a cosa si riferisce quel valore LDL sui vostri esami, usato per prescrivervi farmaci come le statine.

È un valore calcolato con una formula che è approssimativa nel migliore dei casi e che dà valori completamente errati in molti altri.

Ad esempio, se non siete a digiuno da almeno 14 ore, quella formula sparerà valori a casaccio.

Se i trigliceridi sono alti, questa formula non funziona per nulla ( e vi ricordo che i trigliceridi si riducono facilmente con il cibo)

Insomma, su un valore quasi del tutto estratto a caso, viene basata una diagnosi per la quale vengono prescritti farmaci con serissimi effetti collaterali.

 

5° PUNTO: CAC E STATINE

Mi sono fatto un’idea precisa dei motivi per cui molti sono estremamente restii a prescrivervi un CAC, ovvero l’unico esame che può darvi una chiara indicazione sul vostro rischio di avere un evento cardiovascolare.

Le statine, il farmaco più redditizio per l’industria farmaceutica fanno aumentare in modo sostanziale la calcificazione arteriosa, ovvero ottengono esattamente l’effetto opposto a quello per cui vengono prescritte, ed il CAC misura esattamente la calcificazione arteriosa.

Se un paziente si fa una CAC ed ha ad esempio un risultato di 50, e dopo un anno di statine se ne fa un’altra e vede che il risultato è 80, ovvio che anche ai più ignoranti potrebbero venire dubbi sull’efficacia di quei farmaci, soprattutto se nel frattempo sono cominciati ad arrivare anche i pesanti effetti collaterali.  Informatevi voi stessi………….

 

6° PUNTO:  GRASSI SATURI E LIVELLI DI TESTOSTERONE

Il testosterone è un ormone importantissimo per la salute di uomini e donne (sì, anche donne), la cui produzione raggiunge il picco a circa vent’anni per poi calare costantemente invecchiando.

Bassi livelli di questo ormone causano affaticamento, depressione, calo  della libido, problemi erettivi e perdita di massa muscolare, aumento del grasso e – soprattutto nelle donne – rischio di anemia.

Per mantenere ottimali livelli di testosterone occorre fare esercizio fisico intenso, soprattutto con pesi, avere una buona igiene del sonno, cercare di evitare conservanti ed additivi nei cibi commerciali che spesso hanno un effetto deprimente su questo ormone, ridurre il consumo di alcool, soprattutto birra (estrogenica), ma soprattutto mangiare cibo non processato e ricco di grassi saturi e colesterolo.

Che è esattamente il contrario di quanto raccomandato dal servizio sanitario.

Il testosterone, come altri ormoni sessuali, è infatti prodotto nel nostro organismo a partire dal colesterolo, ed anche se noi esseri umani siamo in grado di produrre colesterolo, tanto che buona parte di quello necessario al sostentamento delle funzioni quotidiane è prodotto dal nostro organismo anche senza mangiare grassi saturi, si tratta di un processo particolarmente dispendioso dal punto di vista fisiologico.

Un’altra ragione per mantenere ottimali livelli di colesterolo è per ridurre quelli dell’SHBG (Sex Hormone Binding Globuline), una molecola che si lega al testosterone rendendolo non disponibile al nostro organismo. Il colesterolo contribuisce a ridurre l’SHBG, il che significa più testosterone libero, che è quello utilizzabile.

Non è un caso quindi che in letteratura sono stati descritti moltissimi casi di impotenza insorta dopo l’utilizzo delle statine.

 

7° PUNTO:

La formula chimica del colesterolo è C27H46O, quando qualcuno vi parla di colesterolo buono e colesterolo cattivo, chiedetegli di indicarvi la formula di entrambi………………….esiste?

 

8° PUNTO: UN PO’ DI STORIA, DA QUI PARTE LA FREGATURA

Tutto ebbe inizio a metà del secolo scorso, quando venne condotto lo Studio Framingham (1948), il più grande ed articolato studio epidemiologico di popolazione in ambito di rischio cardiovascolare mai realizzato. Lo studio avrebbe scoperto la relazione tra colesterolo elevato e rischio di infarto e ictus: ogni incremento dell’1% della colesterolemia è associato ad un aumento di incidenza di cardiopatia ischemica del 2-3%. Questi dati non dicono molto, ma forse con un esempio la follia sarà più evidente.

Se una persona dovesse vedere il proprio colesterolo totale aumentare da 180 mg/dL a 250 mg/dL (aumento del 40%), significa che avrebbe un aumento dell’incidenza di cardiopatia del 120% (40%x3): insomma un morto che cammina!

In realtà lo studio mostrò che non c’è nessuna significativa differenza nel rischio cardiovascolare fra individui i cui livelli di colesterolo variano da 204 a 294 mg/dL.

L’altro famosissimo Studio che diede il colpo di grazia al colesterolo avvenne dopo qualche anno – nel 1953 – per opera del dottor Ancel Keys, il quale pubblicò il lavoro che sarebbe diventato il mito fondante della teoria sul colesterolo. Nello studio Keys inserì un diagramma basato sui dati di 6 diversi paesi del mondo in cui era riscontrabile una relazione evidente tra consumo di grassi e mortalità per cardiopatie coronariche.

Peccato che il diagramma presentato sia errato: Keys prese in considerazione i dati provenienti da soli 6 paesi del mondo pur avendo a disposizione i dati di 22 paesi. Il motivo è presto detto: se avesse utilizzato i dati completi il rapporto tra consumo di grassi e morte sarebbe stato inesistente!
Da quel momento in poi miliardi di persone sono state intossicate dall’abuso di farmaci.

La correlazione tra grassi e morte era stata purtroppo gettata, ma il mondo dovette attendere qualche decennio prima che l’Industria farmaceutica sfornasse qualcosa di utile per abbassare questo pericolosissimo grasso: il primo farmaco a livello mondiale venne brevettato nel 1987: la Lovastatina.

(Y.Rong et al., Egg consumption and risk of coronary heart disease and stroke: dose-response meta-analysis of prospective cohort studies, in British Medical Journal, 346, 2013, e8539)

 

A VOI LE CONCLUSIONI.

Venga alla prossima lezione di nutrizione consapevole, in sole 2 ore spieghiamo tutta la verità sui cibi.

I molluschi sono pesci che hanno un effetto neutro, ovvero non sono nè dimagranti nè ingrassanti. Per questo motivo nella fase dimagrante vanno evitati.

Questo è solo un grande condizionamento dettato da una forte dipendenza dagli zuccheri e dalla “cultura” alimentare errata che dilaga al giorno d’oggi nella nostra società.

Si pensa che mangiando zuccheri ci si possa sentire più felici…cosa non fu più sbagliata!

Tutto dipende da un preciso meccanismo biochimico e cercherò di spiegartelo in maniera molto semplice.

Ci sono alcuni alimenti che contengono un aminoacido essenziale che si chiama Triptofano (5.HTP), il triptofano è il precursore della serotonina, l’ormone del benessere! I principali antidepressivi sono serotoninergici.

Vuoi sapere quali sono i cibi che contengono maggiormente Triptofano? Non crederai ai tuoi occhi! Te li ho riassunti in questa tabella che ti puoi stampare e appendere sul frigo ogni volta che sarai triste e vorrai mangiarti uno snack dolce……come vedi non è presente nessun cibo zuccherino….basta farvi fregare perchè la vostra salute non ha prezzo!….medidate gente, meditate!

La rivista StarBene tempo fa mi ha dedicato la copertina e scritto un articolo proprio sulla dieta della felicità… https://www.starbene.it/alimentazione/diete/metodo-bianchini-dieta-felicita-menu-ricette/

 

Lo yogurt permette di assumere le proteine di qualità e gli altri nutrienti presenti nel latte con una migliore digeribilità. La fermentazione è infatti una sorta di pre-digestione del lattosio, che viene convertito per il 30-40% in galattosio, glucosio e acido lattico.

 

Per ulteriori chiarimenti vai alla domanda specifica sul latte.

Se nel tuo menu è presente la pasta o il riso a colazione non devi mettere il sale in acqua di cottura.

L’amido, derivante dagli alimenti come pasta e riso, viene convertito in glucosio. Il glucosio viene assorbito ad opera di una proteina carrier, un trasportatore che utilizza come propellente il cloruro di sodio (ovvero il sale!). Di conseguenza, una maggiore presenza di sodio equivale a maggiore assorbimento di glucosio, con l’effetto di generare un repentino aumento dei valori di glicemia e indurre il rilascio di molta insulina, ormone deputato alla liposintesi (ovvero ingrassamento!).

Quindi…il sale va usato solo sulle proteine (carne, pesce, uova) e mai sui carboidrati (verdure, pasta, riso).

 

Al giorno d’oggi ancora molti dicono di bere latte per evitare l’osteoporosi o comunque per aumentare la quantità di calcio del loro organismo.

Ciò poteva essere corretto in passato, quando l’alimentazione era povera di proteine animali e il latte vaccino era sano, ma oggi, a causa dell’inquinamento, delle piogge acide e dei mangimi chimici è vero l’opposto e cioè che l’assunzione di latte causa perdita di calcio dall’osso.

Che il latte contenga effettivamente molto calcio e che questo sia utile per l’osso è indubbio, ma è altrettanto indubbio che gli studi scientifici non documentino una riduzione del rischio di fratture ossee proporzionale al consumo di latte. Purtroppo, però, i risultati degli studi scientifici che non sono “utili” a chi deve vendere un prodotto, non vengono fatti conoscere né ai medici né alle persone, perché troppo spesso non vengono diffusi dai media e pertanto non raggiungono una copertura sufficiente per rimuovere i pregiudizi radicati nella mente di chi non si tiene costantemente aggiornato sugli sviluppi della ricerca.

Per quanto riguarda gli adolescenti, uno studio prospettico dell’Università di Harvard ha dichiarato che per ogni bicchiere di latte consumato quotidianamente fra i 13 e i 18 anni il rischio di fratture dell’anca in età adulta non diminuisce nelle femmine e addirittura aumenta significativamente del 9% nei maschi.

Perché il latte fa male?

Il latte attuale è un alimento che aumenta l’acidità generale dell’organismo (analogamente a quello che fanno i cibi industriali, i farmaci e qualsiasi sostanza chimica estranea al nostro corpo) e dato che il nostro organismo non lavora bene in ambiente acido (l’acidosi altera il funzionamento delle nostre reazioni enzimatiche), per contrastare questa acidità richiama sali di calcio dall’osso, demineralizzando quindi quest’ultimo e predisponendolo a possibili fratture future.

Qual è il latte peggiore?

Il latte di mucca è sicuramente il peggiore, mentre quelli di pecora e di capra, se gli animali sono stati allevati biologicamente, hanno una composizione più salutare di quello di mucca e quindi sono più accettabili anche se dobbiamo ricordare che le pecore e le capre, allevate biologicamente, mangiano molta erba inquinata perché bagnata dalle piogge acide (ricche di sostanze chimiche cancerogene a causa dell’inquinamento ambientale).

E’ bene aggiornare continuamente le nostre conoscenze alimentari, perché ciò che andava bene 40-50 anni fa non è assolutamente detto che vada bene anche oggi. 

Inoltre, dato che il Ministero Statunitense dell’Agricoltura (USDA) consiglia a tutti gli americani (dai bambini agli adulti, gravide comprese) di bere 3 o più di 4 bicchieri di latte al giorno e poiché sappiamo che l’USDA non è indipendente da forti pressioni industriali, consiglio anche di vagliare attentamente tutte le informazioni che ci giungono e di controllare sempre che siano prive di conflitti di interesse dichiarati o politicamente sospetti.

Per concludere il discorso sull’utilità del latte, sconsiglio vivamente di berlo:

  • ai “piccoli” perché sono troppo piccoli e deboli a livello immunitario e a livello di sviluppo biologico per difendersi dai danni del latte
  • ai “grandi” perché sono troppo grandi per fare ancora i piccoli e aver bisogno di essere allattati da un alimento tossico che, tra l’altro, non appartiene alla nostra specie.

 

PROTEINE, GRASSI E CARBOIDRATI.

Se una persona smettesse di mangiare proteine, probabilmente morirebbe in qualche mese.

 

Se smettesse di mangiare grassi, morirebbe molto prima.

 

Ma se smettesse di mangiare carboidrati sfavorevoli come farinacei e dolciumi ad orari errati, sarebbe a posto per tutta la vita ed anzi sarebbe più in salute e con meno malattie degenerative.

MetodoBianchini è rivoluzionario perchè ti dà la possibilità di essere felice mangiando anche i carboidrati sfavorevoli ma al giusto orario biologico (colazione) permettendo di soddisfare il palato e il cervello, dimagrire e migliorare il benessere!

Cosa vuoi di più dalla vita?

LEGGI ARTICOLO DI PAOLO BIANCHINI SULLA RIVISTA STARBENEO IODONNA

 

L’ aceto è un liquido stimolatore di Gastrina, ormone secreto dall’apparato gastrointestinale, che stimola la secrezione dell’ormone chiamato Insulina che a sua volta genera la liposintesi (ingrassamento).

E’ LO STESSO MOTIVO PER CUI NEL PRIMO MESE NON SI POSSONO BERE ALCOLICI.

Vi rispondo con una domanda fatta al Prof. Richard Bernstein, il più noto esperto mondiale di diabete tipo 1: “una dieta ad alte proteine è pericolosa per i reni se il tuo A1c* è vicino al 6%?”

Risposta del prof: “è l’A1c vicino al 6% ad essere un pericolo per i tuoi reni, non una dieta ad alte proteine”.

Il fatto che questa ovvietà, dimostrata da innumerevoli studi scientifici nell’arco di decenni, debba essere ribadita è un segno di come la medicina sia diventata il braccio armato dell’industria farmaceutica ed alimentare, che hanno nelle diete biochimiche il loro principale nemico.

*L’emoglobina A1c è, tra le componenti dell’emoglobina A (la più abbondante forma di emoglobina presente nei globuli rossi dell’adulto, circa il 98%), quella che si complessa più facilmente con il glucosio.


Non è idonea un’alimentazione povera di proteine ricordandosi sempre che carboidrati, proteine e grassi (ovvero i 3 macronutrienti fondamentali) vanno sempre introdotti nelle giuste proporzioni.

Proteine è un termine derivato dalla parola greca proteios che significa primario, di prima qualità. E, in effetti, le proteine sono, fra le diverse sostanze nutritive, quelle che data la loro struttura chimica, svolgono funzioni di prima qualità. Nella loro molecola, infatti, oltre a carbonio, idrogeno e ossigeno, contengono azoto. Ed è appunto all’azoto che si deve la capacità, propria ed esclusiva delle proteine, di rigenerare le cellule e tessuti e favorire la crescita. Se questa rappresenta la loro principale funzione non va dimenticato che le proteine possono fornire anche energia.

SFATIAMO ANCHE UN ALTRO MITO…QUELLO DELL’ACIDO URICO! Non sono le proteine ad aumentare l’acido urico ma sono gli zuccheri contenenti in alimenti come pasta, pane, riso e frutta che si convertono in acido urico!

Se vuole venga alla prossima lezione di nutrizione consapevole per chiarirsi definitivamente le idee.

Sono gli zuccheri e i carboidrati sfavorevoli ad “appesantire” il fegato. Non c’è altro da aggiungere…

Venga alla prossima lezione di nutrizione consapevole, in sole 2 ore spieghiamo tutta la verità sui cibi.

 

Se nel menu non sono ancora stati inseriti c’è evidentemente un motivo e potranno essere inseriti (con intelligenza) più avanti.

I legumi a livello nutrizionale sono carboidrati perchè sono ricchi di amido e quindi ingrassanti.

E’ vero che i legumi contengono anche delle proteine, ma queste proteine sono associate ad ampie quantità di carboidrati, ed oltretutto sono quasi sempre incomplete, ovvero carenti di aminoacidi essenziali e quindi non conteggiabili ai fini della quota proteica giornaliera.

Non tutti i legumi sono ovviamente uguali: i piselli hanno un contenuto di zuccheri più basso di molti altri, le lenticchie sono usatissime dai vegani per l’alto contenuto proteico.

Prendiamo i ceci, che hanno un contenuto in proteine biodisponibili di circa 13 g su 100 g di prodotto. Ottima quantità, ma viene insieme a 44 g di zuccheri.

100 g di uova hanno la stessa quantità di proteine, ma con un profilo aminoacidico molto migliore, e solo 1 g di zuccheri.

Inoltre per mangiare appena 26 g di proteine bisognerebbe mangiare 200 g di ceci (pesati a crudo) che sono una enorme quantità, con anche una gran quantità di fibra, mentre le stesse proteine si ricavano da 4 uova, facili da mangiare e digerire.

Ma il problema principale è che molti dei nutrienti contenuti nei legumi non sono disponibili per la biologia umana, i minerali ad esempio non vengono assorbiti quasi per nulla per via della difficoltà di digestione (che causa gonfiore, flatulenza e dolori di stomaco), del resto non siamo vacche con stomaci disegnati per fermentare quelle fibre.

Un altro problema è l’alto contenuto di lectine ed acido fitico, degli anti nutrienti che possono danneggiare il rivestimento intestinale e soprattutto impedire alle nostre difese naturali di ripararlo, causando o esacerbando malattie autoimmuni. Cuocere i legumi a lungo dopo averli ammollati per 24 ore riduce il contenuto di lectine in modo importante, ma lascia comunque troppo acido fitico.

Gli enzimi salivari (amilasi) degradano l’amido trasformandolo in glucosio, aumentando di conseguenza la glicemia con produzione di insulina.  Ricordo che l’eccesso di glucosio è responsabile di quasi tutte le patologie https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/corretta-informazione/lo-zucchero-favorisce-la-crescita-dei-tumori

Tagli di carne con l’osso o pesce con le lische sono alimenti che non contengono carboidrati o, se presenti, non superano il 4% e contengono aminoacidi favorevoli al dimagrimento.

Praticare una regolare attività fisica fa certamente bene alla salute ed è consigliato dall’OMS ma ai fini del metodo non è necessaria perchè praticare sport può inibire il dimagrimento.

Vi spiego perché: durante l’attività fisica di intensità medio – alta il muscolo produce acido lattico, questo viene riversato nel sangue e trasportato nel fegato dove viene riconvertito in glucosio e riportato all’interno del muscolo. Questo glucosio in eccesso ovviamente passa nel pancreas dove secerne la secrezione di insulina che, a sua volta, inibisce la β-ossidazione ovvero quegli enzimi deputati al dimagrimento. Un processo fisiologico/biochimico semplicissimo ma che tutti (purtroppo) ignorano!

Come testimoniano i grandi medici dell’antichità, Ippocrate e Galeno, un corretto equilibrio alimentare è più importante di fare esercizio fisico.

Una volta raggiunto il dimagrimento desiderato si può  chiaramente svolgere regolare attività fisica.

LEGGI ARTICOLO DI PAOLO BIANCHINI SULLA GAZZETTA DELLO SPORT

Gli spaghetti cotti al dente (massimo 5 minuti) hanno un indice glicemico basso (40), meno di pasta corta, ravioli o lasagne e meno dimolti frutti!. Questo perché il processo di pastificazione che prevede l’estrusione della pasta determina la formazione di una pellicola protettiva, che contribuisce a rallentare la gelatinizzazione degli amidi durante la cottura e quindi la loro digestione.

L’indice glicemico basso determina un minor rilascio di insulina (aumentando di conseguenza il senso di sazietà), promuove l’ossidazione dei grassi e riduce la lipolisi; risulta quindi strategico per il nostro organismo.

SE NEL TUO MENU’ SONO PRESENTI GLI SPAGHETTI A COLAZIONE RICORDATI DI:

  • CUOCERLI AL DENTE
  • NON AGGIUNGERE SALE IN ACQUA DI COTTURA

Questa è una delle domande che mi porgete più di frequente ed è anche una delle peculiarità del mio metodo. Vi darò una spiegazione semplice e soprattutto scientifica perché ci sono dei fondamenti biochimici ben precisi.

Sapete bene che il metodo insegna ad utilizzare tutti gli alimenti, anche quelli vengono normalmente vietati nelle diete, è inutile rinunciare o evitare un cibo quando lo si può mangiare in abbondanza all’orario corretto.

Nella fase dimagrante il primo piatto (precisamente spaghetti o riso), o anche la pizza o il pane, è presente solo a colazione. Al risveglio, tra le 7 e le 8.30, il nostro corpo raggiunge il picco massimo di produzione dell’ormone cortisolo (detto anche ormone dello stress) che tra i molti effetti negativi ne ha uno molto positivo: aiuta a mobilitare i grassi in eccesso. Assumere in questo momento della giornata alimenti potenzialmente ingrassanti come spaghetti o riso in realtà NON INGRASSA, soddisfa il palato e il cervello! Tra l’altro, il nostro organismo, seguendo un preciso ritmo metabolico nelle ore del mattino favorisce la glicolisi (cioè metabolizza meglio il glucosio).

Se dovessimo mangiare spaghetti / riso / pizza / pane a pranzo o cena ingrasseremmo. In sostanza è come assumere un farmaco in un’ora corretta oppure sbagliata,  vi è una netta differenza!

Ovviamente questo “giochino” non funziona con tutti i tipi di carboidrati (biscotti, brioche, corn flakes, fette biscottate, ecc) che contengo anche molti zuccheri aggiunti.

Bisogna solo abituarsi qualche giorno a questo cambiamento ed avere la capacità di evolversi. 

Quando si raggiunge il mantenimento qualsiasi tipo di pasta, riso, pizza, pane, lasagne ecc ecc potrà essere assunta liberamente anche a pranzo o cena un paio di volte alla settimana ma a quel punto sarete diventati già consapevoli…

SE NEL TUO MENU’ SONO PRESENTI SPAGHETTI O RISO A COLAZIONE RICORDATI DI:

  • CUOCERLI AL DENTE
  • NON AGGIUNGERE SALE IN ACQUA DI COTTURA

SE HAI PIACERE LEGGI QUESTA INTERVISTA DI PAOLO BIANCHINI IN CUI VIENE SPIEGATO IL PROCESSO BIOCHIMICO DEI CARBOIDRATI FARINACEI ASSUNTI LA MATTINA https://www.today.it/benessere/alimentazione/carboidrati-dieta-intermittenza.html

Chiarimenti su cibi e abbinamenti

Questo è un argomento abbastanza complesso per cui chi volesse approfondire è invitato alla lezione di nutrizione consapevole, grazie.

Si, è fortemente raccomandato perchè ti spieghiamo tutto.

PROSSIMA LEZIONE VENERDI’ 5 APRILE ORE 20.30. 

Clicchi sul link per tutte le info https://www.metodobianchini.it/nutrizione-consapevole/

Sfatiamo questo grande mito!

Se pensi ad esempio di riempirti di arance per il loro contenuto di vit. C sappi che ti stai anche riempiendo di zuccheri!

Stando a quasi tutte le tabelle nutrizionali al mondo, con l’unica eccezione di quelle del governo australiano, la carne rossa non avrebbe alcun contenuto di vitamina C.

La cosa è falsa, come dimostrato dalle analisi australiane e di molti laboratori indipendenti, ma non viene corretta.

La carne di manzo ha circa 1-3 mg di vitamina C per 100 g, il che significa che mangiare mezzo kg di bistecca più o meno soddisfa il fabbisogno minimo giornaliero di un uomo, che è intorno a 10 mg.

Questo è il motivo per cui cacciare un orso e mangiarne la carne ha sempre curato i marinai delle spedizioni artiche dallo scorbuto, non serve la frutta se hai carne fresca.

Ma mangiare cibi grassi non alza il colesterolo…??!? Il mio medico mi ha sempre detto di si!!!

MI SONO DILUNGATO MA E’ FONDAMENTALE FARE CHIAREZZA E CONOSCERE LA VERITA’.

 

1° PUNTO:

E’ praticamente impossibile ridurre o alzare il colesterolo attraverso il cibo perchè il colesterolo dipende da altro! 

Quello che va assolutamente compreso è che il colesterolo ha un’importanza vitale per il cervello, infatti non saremo in grado di pensare e ragionare normalmente senza di esso. E’ talmente importante che tutte le cellule sono in grado di produrne autonomamente: di fatto ogni giorno ne produciamo da tre a cinque volte in più rispetto a quanto ne arriva con la dieta. Il paradosso è che se la nostra dieta non ne fornisce a sufficienza allora la produzione aumenta (endogena), se invece si aumentano i grassi saturi essa diminuisce. Ecco perché è difficile ridurne e controllarne il livello ematico regolando l’alimentazione.

La prima osservazione è che con il cibo apportiamo appena un 10% del colesterolo totale e il restante 90% è autoprodotto per via endogena.
Il suo ruolo è preziosissimo per il funzionamento dell’organismo non solo organico ma anche sociale e comportamentale.

Fondamentale perché:

  • è un componente essenziale della membrana cellulare di tutte le cellule;
  • regola lo scambio di sostanze messaggere tramite la membrana cellulare;
  • è coinvolto nella crescita e nella divisione cellulare;
  • è la sostanza base per la sintesi di numerosi ormoni (aldosterone, cortisolo, testosterone, estradiolo, ecc.);
  • è essenziale per lo sviluppo embrionale;
  • è prodotto nel fegato e impiegato per produrre la bile;
  • si trova in grande abbondanza nel cervello, nel sistema nervoso, nelle ghiandole surrenali e nella pelle.

 

2° PUNTO: CARBOIDRATI E COLESTEROLO

I carboidrati infiammano le arterie danneggiandole, il colesterolo è richiesto dal corpo per riparare la parte dell’arteria danneggiata. Quindi non sono i grassi a “richiamare” colesterolo ma la pasta al pomodoro che vi siete mangiati fino ad oggi tutti i giorni a pranzo e la frutta che avete mangiato come spuntino “innocuo e salutare” a metà mattina e pomeriggio.

 

3° PUNTO: SENSO BIOLOGICO DEL COLESTEROLO 

Si può affermare che tutta la vita sociale umana è mossa da due “frequenze”: estrogeno e testosterone (femminile e maschile). Questi due ormoni regolano la socialità dando una percezione della vita e una reazione alla stessa molto diversa, a seconda che il cervello legga meglio l’uno o l’altro.

La statina, il farmaco più usato per ridurre il colesterolo, interviene nella sintesi del colesterolo bloccandone la produzione a livello di fegato.
Siamo sicuri che questo freno chimico non abbia ripercussioni nella vita sociale dell’uomo? In fin dei conti il colesterolo è il precursore dei più importanti ormoni umani.

 

4° PUNTO: NESSUNO TESTA IL COLESTEROLO LDL

Vi sorprenderà sapere che il valore del colesterolo LDL nei vostri esami del sangue non è reale, l’LDL non viene infatti generalmente testato perché è un esame complesso, tanto che negli USA solo due laboratori sono in grado di effettuarlo.

Ma come, direte, allora ci prendono in giro? Beh, dovreste averlo capito a questo punto…

Vediamo dunque a cosa si riferisce quel valore LDL sui vostri esami, usato per prescrivervi farmaci come le statine.

È un valore calcolato con una formula che è approssimativa nel migliore dei casi e che dà valori completamente errati in molti altri.

Ad esempio, se non siete a digiuno da almeno 14 ore, quella formula sparerà valori a casaccio.

Se i trigliceridi sono alti, questa formula non funziona per nulla ( e vi ricordo che i trigliceridi si riducono facilmente con il cibo)

Insomma, su un valore quasi del tutto estratto a caso, viene basata una diagnosi per la quale vengono prescritti farmaci con serissimi effetti collaterali.

 

5° PUNTO: CAC E STATINE

Mi sono fatto un’idea precisa dei motivi per cui molti sono estremamente restii a prescrivervi un CAC, ovvero l’unico esame che può darvi una chiara indicazione sul vostro rischio di avere un evento cardiovascolare.

Le statine, il farmaco più redditizio per l’industria farmaceutica fanno aumentare in modo sostanziale la calcificazione arteriosa, ovvero ottengono esattamente l’effetto opposto a quello per cui vengono prescritte, ed il CAC misura esattamente la calcificazione arteriosa.

Se un paziente si fa una CAC ed ha ad esempio un risultato di 50, e dopo un anno di statine se ne fa un’altra e vede che il risultato è 80, ovvio che anche ai più ignoranti potrebbero venire dubbi sull’efficacia di quei farmaci, soprattutto se nel frattempo sono cominciati ad arrivare anche i pesanti effetti collaterali.  Informatevi voi stessi………….

 

6° PUNTO:  GRASSI SATURI E LIVELLI DI TESTOSTERONE

Il testosterone è un ormone importantissimo per la salute di uomini e donne (sì, anche donne), la cui produzione raggiunge il picco a circa vent’anni per poi calare costantemente invecchiando.

Bassi livelli di questo ormone causano affaticamento, depressione, calo  della libido, problemi erettivi e perdita di massa muscolare, aumento del grasso e – soprattutto nelle donne – rischio di anemia.

Per mantenere ottimali livelli di testosterone occorre fare esercizio fisico intenso, soprattutto con pesi, avere una buona igiene del sonno, cercare di evitare conservanti ed additivi nei cibi commerciali che spesso hanno un effetto deprimente su questo ormone, ridurre il consumo di alcool, soprattutto birra (estrogenica), ma soprattutto mangiare cibo non processato e ricco di grassi saturi e colesterolo.

Che è esattamente il contrario di quanto raccomandato dal servizio sanitario.

Il testosterone, come altri ormoni sessuali, è infatti prodotto nel nostro organismo a partire dal colesterolo, ed anche se noi esseri umani siamo in grado di produrre colesterolo, tanto che buona parte di quello necessario al sostentamento delle funzioni quotidiane è prodotto dal nostro organismo anche senza mangiare grassi saturi, si tratta di un processo particolarmente dispendioso dal punto di vista fisiologico.

Un’altra ragione per mantenere ottimali livelli di colesterolo è per ridurre quelli dell’SHBG (Sex Hormone Binding Globuline), una molecola che si lega al testosterone rendendolo non disponibile al nostro organismo. Il colesterolo contribuisce a ridurre l’SHBG, il che significa più testosterone libero, che è quello utilizzabile.

Non è un caso quindi che in letteratura sono stati descritti moltissimi casi di impotenza insorta dopo l’utilizzo delle statine.

 

7° PUNTO:

La formula chimica del colesterolo è C27H46O, quando qualcuno vi parla di colesterolo buono e colesterolo cattivo, chiedetegli di indicarvi la formula di entrambi………………….esiste?

 

8° PUNTO: UN PO’ DI STORIA, DA QUI PARTE LA FREGATURA

Tutto ebbe inizio a metà del secolo scorso, quando venne condotto lo Studio Framingham (1948), il più grande ed articolato studio epidemiologico di popolazione in ambito di rischio cardiovascolare mai realizzato. Lo studio avrebbe scoperto la relazione tra colesterolo elevato e rischio di infarto e ictus: ogni incremento dell’1% della colesterolemia è associato ad un aumento di incidenza di cardiopatia ischemica del 2-3%. Questi dati non dicono molto, ma forse con un esempio la follia sarà più evidente.

Se una persona dovesse vedere il proprio colesterolo totale aumentare da 180 mg/dL a 250 mg/dL (aumento del 40%), significa che avrebbe un aumento dell’incidenza di cardiopatia del 120% (40%x3): insomma un morto che cammina!

In realtà lo studio mostrò che non c’è nessuna significativa differenza nel rischio cardiovascolare fra individui i cui livelli di colesterolo variano da 204 a 294 mg/dL.

L’altro famosissimo Studio che diede il colpo di grazia al colesterolo avvenne dopo qualche anno – nel 1953 – per opera del dottor Ancel Keys, il quale pubblicò il lavoro che sarebbe diventato il mito fondante della teoria sul colesterolo. Nello studio Keys inserì un diagramma basato sui dati di 6 diversi paesi del mondo in cui era riscontrabile una relazione evidente tra consumo di grassi e mortalità per cardiopatie coronariche.

Peccato che il diagramma presentato sia errato: Keys prese in considerazione i dati provenienti da soli 6 paesi del mondo pur avendo a disposizione i dati di 22 paesi. Il motivo è presto detto: se avesse utilizzato i dati completi il rapporto tra consumo di grassi e morte sarebbe stato inesistente!
Da quel momento in poi miliardi di persone sono state intossicate dall’abuso di farmaci.

La correlazione tra grassi e morte era stata purtroppo gettata, ma il mondo dovette attendere qualche decennio prima che l’Industria farmaceutica sfornasse qualcosa di utile per abbassare questo pericolosissimo grasso: il primo farmaco a livello mondiale venne brevettato nel 1987: la Lovastatina.

(Y.Rong et al., Egg consumption and risk of coronary heart disease and stroke: dose-response meta-analysis of prospective cohort studies, in British Medical Journal, 346, 2013, e8539)

 

A VOI LE CONCLUSIONI.

Venga alla prossima lezione di nutrizione consapevole, in sole 2 ore spieghiamo tutta la verità sui cibi.

I molluschi sono pesci che hanno un effetto neutro, ovvero non sono nè dimagranti nè ingrassanti. Per questo motivo nella fase dimagrante vanno evitati.

Questo è solo un grande condizionamento dettato da una forte dipendenza dagli zuccheri e dalla “cultura” alimentare errata che dilaga al giorno d’oggi nella nostra società.

Si pensa che mangiando zuccheri ci si possa sentire più felici…cosa non fu più sbagliata!

Tutto dipende da un preciso meccanismo biochimico e cercherò di spiegartelo in maniera molto semplice.

Ci sono alcuni alimenti che contengono un aminoacido essenziale che si chiama Triptofano (5.HTP), il triptofano è il precursore della serotonina, l’ormone del benessere! I principali antidepressivi sono serotoninergici.

Vuoi sapere quali sono i cibi che contengono maggiormente Triptofano? Non crederai ai tuoi occhi! Te li ho riassunti in questa tabella che ti puoi stampare e appendere sul frigo ogni volta che sarai triste e vorrai mangiarti uno snack dolce……come vedi non è presente nessun cibo zuccherino….basta farvi fregare perchè la vostra salute non ha prezzo!….medidate gente, meditate!

La rivista StarBene tempo fa mi ha dedicato la copertina e scritto un articolo proprio sulla dieta della felicità… https://www.starbene.it/alimentazione/diete/metodo-bianchini-dieta-felicita-menu-ricette/

 

Lo yogurt permette di assumere le proteine di qualità e gli altri nutrienti presenti nel latte con una migliore digeribilità. La fermentazione è infatti una sorta di pre-digestione del lattosio, che viene convertito per il 30-40% in galattosio, glucosio e acido lattico.

 

Per ulteriori chiarimenti vai alla domanda specifica sul latte.

Se nel tuo menu è presente la pasta o il riso a colazione non devi mettere il sale in acqua di cottura.

L’amido, derivante dagli alimenti come pasta e riso, viene convertito in glucosio. Il glucosio viene assorbito ad opera di una proteina carrier, un trasportatore che utilizza come propellente il cloruro di sodio (ovvero il sale!). Di conseguenza, una maggiore presenza di sodio equivale a maggiore assorbimento di glucosio, con l’effetto di generare un repentino aumento dei valori di glicemia e indurre il rilascio di molta insulina, ormone deputato alla liposintesi (ovvero ingrassamento!).

Quindi…il sale va usato solo sulle proteine (carne, pesce, uova) e mai sui carboidrati (verdure, pasta, riso).

 

Al giorno d’oggi ancora molti dicono di bere latte per evitare l’osteoporosi o comunque per aumentare la quantità di calcio del loro organismo.

Ciò poteva essere corretto in passato, quando l’alimentazione era povera di proteine animali e il latte vaccino era sano, ma oggi, a causa dell’inquinamento, delle piogge acide e dei mangimi chimici è vero l’opposto e cioè che l’assunzione di latte causa perdita di calcio dall’osso.

Che il latte contenga effettivamente molto calcio e che questo sia utile per l’osso è indubbio, ma è altrettanto indubbio che gli studi scientifici non documentino una riduzione del rischio di fratture ossee proporzionale al consumo di latte. Purtroppo, però, i risultati degli studi scientifici che non sono “utili” a chi deve vendere un prodotto, non vengono fatti conoscere né ai medici né alle persone, perché troppo spesso non vengono diffusi dai media e pertanto non raggiungono una copertura sufficiente per rimuovere i pregiudizi radicati nella mente di chi non si tiene costantemente aggiornato sugli sviluppi della ricerca.

Per quanto riguarda gli adolescenti, uno studio prospettico dell’Università di Harvard ha dichiarato che per ogni bicchiere di latte consumato quotidianamente fra i 13 e i 18 anni il rischio di fratture dell’anca in età adulta non diminuisce nelle femmine e addirittura aumenta significativamente del 9% nei maschi.

Perché il latte fa male?

Il latte attuale è un alimento che aumenta l’acidità generale dell’organismo (analogamente a quello che fanno i cibi industriali, i farmaci e qualsiasi sostanza chimica estranea al nostro corpo) e dato che il nostro organismo non lavora bene in ambiente acido (l’acidosi altera il funzionamento delle nostre reazioni enzimatiche), per contrastare questa acidità richiama sali di calcio dall’osso, demineralizzando quindi quest’ultimo e predisponendolo a possibili fratture future.

Qual è il latte peggiore?

Il latte di mucca è sicuramente il peggiore, mentre quelli di pecora e di capra, se gli animali sono stati allevati biologicamente, hanno una composizione più salutare di quello di mucca e quindi sono più accettabili anche se dobbiamo ricordare che le pecore e le capre, allevate biologicamente, mangiano molta erba inquinata perché bagnata dalle piogge acide (ricche di sostanze chimiche cancerogene a causa dell’inquinamento ambientale).

E’ bene aggiornare continuamente le nostre conoscenze alimentari, perché ciò che andava bene 40-50 anni fa non è assolutamente detto che vada bene anche oggi. 

Inoltre, dato che il Ministero Statunitense dell’Agricoltura (USDA) consiglia a tutti gli americani (dai bambini agli adulti, gravide comprese) di bere 3 o più di 4 bicchieri di latte al giorno e poiché sappiamo che l’USDA non è indipendente da forti pressioni industriali, consiglio anche di vagliare attentamente tutte le informazioni che ci giungono e di controllare sempre che siano prive di conflitti di interesse dichiarati o politicamente sospetti.

Per concludere il discorso sull’utilità del latte, sconsiglio vivamente di berlo:

  • ai “piccoli” perché sono troppo piccoli e deboli a livello immunitario e a livello di sviluppo biologico per difendersi dai danni del latte
  • ai “grandi” perché sono troppo grandi per fare ancora i piccoli e aver bisogno di essere allattati da un alimento tossico che, tra l’altro, non appartiene alla nostra specie.

 

PROTEINE, GRASSI E CARBOIDRATI.

Se una persona smettesse di mangiare proteine, probabilmente morirebbe in qualche mese.

 

Se smettesse di mangiare grassi, morirebbe molto prima.

 

Ma se smettesse di mangiare carboidrati sfavorevoli come farinacei e dolciumi ad orari errati, sarebbe a posto per tutta la vita ed anzi sarebbe più in salute e con meno malattie degenerative.

MetodoBianchini è rivoluzionario perchè ti dà la possibilità di essere felice mangiando anche i carboidrati sfavorevoli ma al giusto orario biologico (colazione) permettendo di soddisfare il palato e il cervello, dimagrire e migliorare il benessere!

Cosa vuoi di più dalla vita?

LEGGI ARTICOLO DI PAOLO BIANCHINI SULLA RIVISTA STARBENEO IODONNA

 

L’ aceto è un liquido stimolatore di Gastrina, ormone secreto dall’apparato gastrointestinale, che stimola la secrezione dell’ormone chiamato Insulina che a sua volta genera la liposintesi (ingrassamento).

E’ LO STESSO MOTIVO PER CUI NEL PRIMO MESE NON SI POSSONO BERE ALCOLICI.

Vi rispondo con una domanda fatta al Prof. Richard Bernstein, il più noto esperto mondiale di diabete tipo 1: “una dieta ad alte proteine è pericolosa per i reni se il tuo A1c* è vicino al 6%?”

Risposta del prof: “è l’A1c vicino al 6% ad essere un pericolo per i tuoi reni, non una dieta ad alte proteine”.

Il fatto che questa ovvietà, dimostrata da innumerevoli studi scientifici nell’arco di decenni, debba essere ribadita è un segno di come la medicina sia diventata il braccio armato dell’industria farmaceutica ed alimentare, che hanno nelle diete biochimiche il loro principale nemico.

*L’emoglobina A1c è, tra le componenti dell’emoglobina A (la più abbondante forma di emoglobina presente nei globuli rossi dell’adulto, circa il 98%), quella che si complessa più facilmente con il glucosio.


Non è idonea un’alimentazione povera di proteine ricordandosi sempre che carboidrati, proteine e grassi (ovvero i 3 macronutrienti fondamentali) vanno sempre introdotti nelle giuste proporzioni.

Proteine è un termine derivato dalla parola greca proteios che significa primario, di prima qualità. E, in effetti, le proteine sono, fra le diverse sostanze nutritive, quelle che data la loro struttura chimica, svolgono funzioni di prima qualità. Nella loro molecola, infatti, oltre a carbonio, idrogeno e ossigeno, contengono azoto. Ed è appunto all’azoto che si deve la capacità, propria ed esclusiva delle proteine, di rigenerare le cellule e tessuti e favorire la crescita. Se questa rappresenta la loro principale funzione non va dimenticato che le proteine possono fornire anche energia.

SFATIAMO ANCHE UN ALTRO MITO…QUELLO DELL’ACIDO URICO! Non sono le proteine ad aumentare l’acido urico ma sono gli zuccheri contenenti in alimenti come pasta, pane, riso e frutta che si convertono in acido urico!

Se vuole venga alla prossima lezione di nutrizione consapevole per chiarirsi definitivamente le idee.

Sono gli zuccheri e i carboidrati sfavorevoli ad “appesantire” il fegato. Non c’è altro da aggiungere…

Venga alla prossima lezione di nutrizione consapevole, in sole 2 ore spieghiamo tutta la verità sui cibi.

 

Se nel menu non sono ancora stati inseriti c’è evidentemente un motivo e potranno essere inseriti (con intelligenza) più avanti.

I legumi a livello nutrizionale sono carboidrati perchè sono ricchi di amido e quindi ingrassanti.

E’ vero che i legumi contengono anche delle proteine, ma queste proteine sono associate ad ampie quantità di carboidrati, ed oltretutto sono quasi sempre incomplete, ovvero carenti di aminoacidi essenziali e quindi non conteggiabili ai fini della quota proteica giornaliera.

Non tutti i legumi sono ovviamente uguali: i piselli hanno un contenuto di zuccheri più basso di molti altri, le lenticchie sono usatissime dai vegani per l’alto contenuto proteico.

Prendiamo i ceci, che hanno un contenuto in proteine biodisponibili di circa 13 g su 100 g di prodotto. Ottima quantità, ma viene insieme a 44 g di zuccheri.

100 g di uova hanno la stessa quantità di proteine, ma con un profilo aminoacidico molto migliore, e solo 1 g di zuccheri.

Inoltre per mangiare appena 26 g di proteine bisognerebbe mangiare 200 g di ceci (pesati a crudo) che sono una enorme quantità, con anche una gran quantità di fibra, mentre le stesse proteine si ricavano da 4 uova, facili da mangiare e digerire.

Ma il problema principale è che molti dei nutrienti contenuti nei legumi non sono disponibili per la biologia umana, i minerali ad esempio non vengono assorbiti quasi per nulla per via della difficoltà di digestione (che causa gonfiore, flatulenza e dolori di stomaco), del resto non siamo vacche con stomaci disegnati per fermentare quelle fibre.

Un altro problema è l’alto contenuto di lectine ed acido fitico, degli anti nutrienti che possono danneggiare il rivestimento intestinale e soprattutto impedire alle nostre difese naturali di ripararlo, causando o esacerbando malattie autoimmuni. Cuocere i legumi a lungo dopo averli ammollati per 24 ore riduce il contenuto di lectine in modo importante, ma lascia comunque troppo acido fitico.

Gli enzimi salivari (amilasi) degradano l’amido trasformandolo in glucosio, aumentando di conseguenza la glicemia con produzione di insulina.  Ricordo che l’eccesso di glucosio è responsabile di quasi tutte le patologie https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/corretta-informazione/lo-zucchero-favorisce-la-crescita-dei-tumori

Tagli di carne con l’osso o pesce con le lische sono alimenti che non contengono carboidrati o, se presenti, non superano il 4% e contengono aminoacidi favorevoli al dimagrimento.

Praticare una regolare attività fisica fa certamente bene alla salute ed è consigliato dall’OMS ma ai fini del metodo non è necessaria perchè praticare sport può inibire il dimagrimento.

Vi spiego perché: durante l’attività fisica di intensità medio – alta il muscolo produce acido lattico, questo viene riversato nel sangue e trasportato nel fegato dove viene riconvertito in glucosio e riportato all’interno del muscolo. Questo glucosio in eccesso ovviamente passa nel pancreas dove secerne la secrezione di insulina che, a sua volta, inibisce la β-ossidazione ovvero quegli enzimi deputati al dimagrimento. Un processo fisiologico/biochimico semplicissimo ma che tutti (purtroppo) ignorano!

Come testimoniano i grandi medici dell’antichità, Ippocrate e Galeno, un corretto equilibrio alimentare è più importante di fare esercizio fisico.

Una volta raggiunto il dimagrimento desiderato si può  chiaramente svolgere regolare attività fisica.

LEGGI ARTICOLO DI PAOLO BIANCHINI SULLA GAZZETTA DELLO SPORT

Gli spaghetti cotti al dente (massimo 5 minuti) hanno un indice glicemico basso (40), meno di pasta corta, ravioli o lasagne e meno dimolti frutti!. Questo perché il processo di pastificazione che prevede l’estrusione della pasta determina la formazione di una pellicola protettiva, che contribuisce a rallentare la gelatinizzazione degli amidi durante la cottura e quindi la loro digestione.

L’indice glicemico basso determina un minor rilascio di insulina (aumentando di conseguenza il senso di sazietà), promuove l’ossidazione dei grassi e riduce la lipolisi; risulta quindi strategico per il nostro organismo.

SE NEL TUO MENU’ SONO PRESENTI GLI SPAGHETTI A COLAZIONE RICORDATI DI:

  • CUOCERLI AL DENTE
  • NON AGGIUNGERE SALE IN ACQUA DI COTTURA

Questa è una delle domande che mi porgete più di frequente ed è anche una delle peculiarità del mio metodo. Vi darò una spiegazione semplice e soprattutto scientifica perché ci sono dei fondamenti biochimici ben precisi.

Sapete bene che il metodo insegna ad utilizzare tutti gli alimenti, anche quelli vengono normalmente vietati nelle diete, è inutile rinunciare o evitare un cibo quando lo si può mangiare in abbondanza all’orario corretto.

Nella fase dimagrante il primo piatto (precisamente spaghetti o riso), o anche la pizza o il pane, è presente solo a colazione. Al risveglio, tra le 7 e le 8.30, il nostro corpo raggiunge il picco massimo di produzione dell’ormone cortisolo (detto anche ormone dello stress) che tra i molti effetti negativi ne ha uno molto positivo: aiuta a mobilitare i grassi in eccesso. Assumere in questo momento della giornata alimenti potenzialmente ingrassanti come spaghetti o riso in realtà NON INGRASSA, soddisfa il palato e il cervello! Tra l’altro, il nostro organismo, seguendo un preciso ritmo metabolico nelle ore del mattino favorisce la glicolisi (cioè metabolizza meglio il glucosio).

Se dovessimo mangiare spaghetti / riso / pizza / pane a pranzo o cena ingrasseremmo. In sostanza è come assumere un farmaco in un’ora corretta oppure sbagliata,  vi è una netta differenza!

Ovviamente questo “giochino” non funziona con tutti i tipi di carboidrati (biscotti, brioche, corn flakes, fette biscottate, ecc) che contengo anche molti zuccheri aggiunti.

Bisogna solo abituarsi qualche giorno a questo cambiamento ed avere la capacità di evolversi. 

Quando si raggiunge il mantenimento qualsiasi tipo di pasta, riso, pizza, pane, lasagne ecc ecc potrà essere assunta liberamente anche a pranzo o cena un paio di volte alla settimana ma a quel punto sarete diventati già consapevoli…

SE NEL TUO MENU’ SONO PRESENTI SPAGHETTI O RISO A COLAZIONE RICORDATI DI:

  • CUOCERLI AL DENTE
  • NON AGGIUNGERE SALE IN ACQUA DI COTTURA

SE HAI PIACERE LEGGI QUESTA INTERVISTA DI PAOLO BIANCHINI IN CUI VIENE SPIEGATO IL PROCESSO BIOCHIMICO DEI CARBOIDRATI FARINACEI ASSUNTI LA MATTINA https://www.today.it/benessere/alimentazione/carboidrati-dieta-intermittenza.html

varie

Questo è un argomento abbastanza complesso per cui chi volesse approfondire è invitato alla lezione di nutrizione consapevole, grazie.

Si, è fortemente raccomandato perchè ti spieghiamo tutto.

PROSSIMA LEZIONE VENERDI’ 5 APRILE ORE 20.30. 

Clicchi sul link per tutte le info https://www.metodobianchini.it/nutrizione-consapevole/

Sfatiamo questo grande mito!

Se pensi ad esempio di riempirti di arance per il loro contenuto di vit. C sappi che ti stai anche riempiendo di zuccheri!

Stando a quasi tutte le tabelle nutrizionali al mondo, con l’unica eccezione di quelle del governo australiano, la carne rossa non avrebbe alcun contenuto di vitamina C.

La cosa è falsa, come dimostrato dalle analisi australiane e di molti laboratori indipendenti, ma non viene corretta.

La carne di manzo ha circa 1-3 mg di vitamina C per 100 g, il che significa che mangiare mezzo kg di bistecca più o meno soddisfa il fabbisogno minimo giornaliero di un uomo, che è intorno a 10 mg.

Questo è il motivo per cui cacciare un orso e mangiarne la carne ha sempre curato i marinai delle spedizioni artiche dallo scorbuto, non serve la frutta se hai carne fresca.

Ma mangiare cibi grassi non alza il colesterolo…??!? Il mio medico mi ha sempre detto di si!!!

MI SONO DILUNGATO MA E’ FONDAMENTALE FARE CHIAREZZA E CONOSCERE LA VERITA’.

 

1° PUNTO:

E’ praticamente impossibile ridurre o alzare il colesterolo attraverso il cibo perchè il colesterolo dipende da altro! 

Quello che va assolutamente compreso è che il colesterolo ha un’importanza vitale per il cervello, infatti non saremo in grado di pensare e ragionare normalmente senza di esso. E’ talmente importante che tutte le cellule sono in grado di produrne autonomamente: di fatto ogni giorno ne produciamo da tre a cinque volte in più rispetto a quanto ne arriva con la dieta. Il paradosso è che se la nostra dieta non ne fornisce a sufficienza allora la produzione aumenta (endogena), se invece si aumentano i grassi saturi essa diminuisce. Ecco perché è difficile ridurne e controllarne il livello ematico regolando l’alimentazione.

La prima osservazione è che con il cibo apportiamo appena un 10% del colesterolo totale e il restante 90% è autoprodotto per via endogena.
Il suo ruolo è preziosissimo per il funzionamento dell’organismo non solo organico ma anche sociale e comportamentale.

Fondamentale perché:

  • è un componente essenziale della membrana cellulare di tutte le cellule;
  • regola lo scambio di sostanze messaggere tramite la membrana cellulare;
  • è coinvolto nella crescita e nella divisione cellulare;
  • è la sostanza base per la sintesi di numerosi ormoni (aldosterone, cortisolo, testosterone, estradiolo, ecc.);
  • è essenziale per lo sviluppo embrionale;
  • è prodotto nel fegato e impiegato per produrre la bile;
  • si trova in grande abbondanza nel cervello, nel sistema nervoso, nelle ghiandole surrenali e nella pelle.

 

2° PUNTO: CARBOIDRATI E COLESTEROLO

I carboidrati infiammano le arterie danneggiandole, il colesterolo è richiesto dal corpo per riparare la parte dell’arteria danneggiata. Quindi non sono i grassi a “richiamare” colesterolo ma la pasta al pomodoro che vi siete mangiati fino ad oggi tutti i giorni a pranzo e la frutta che avete mangiato come spuntino “innocuo e salutare” a metà mattina e pomeriggio.

 

3° PUNTO: SENSO BIOLOGICO DEL COLESTEROLO 

Si può affermare che tutta la vita sociale umana è mossa da due “frequenze”: estrogeno e testosterone (femminile e maschile). Questi due ormoni regolano la socialità dando una percezione della vita e una reazione alla stessa molto diversa, a seconda che il cervello legga meglio l’uno o l’altro.

La statina, il farmaco più usato per ridurre il colesterolo, interviene nella sintesi del colesterolo bloccandone la produzione a livello di fegato.
Siamo sicuri che questo freno chimico non abbia ripercussioni nella vita sociale dell’uomo? In fin dei conti il colesterolo è il precursore dei più importanti ormoni umani.

 

4° PUNTO: NESSUNO TESTA IL COLESTEROLO LDL

Vi sorprenderà sapere che il valore del colesterolo LDL nei vostri esami del sangue non è reale, l’LDL non viene infatti generalmente testato perché è un esame complesso, tanto che negli USA solo due laboratori sono in grado di effettuarlo.

Ma come, direte, allora ci prendono in giro? Beh, dovreste averlo capito a questo punto…

Vediamo dunque a cosa si riferisce quel valore LDL sui vostri esami, usato per prescrivervi farmaci come le statine.

È un valore calcolato con una formula che è approssimativa nel migliore dei casi e che dà valori completamente errati in molti altri.

Ad esempio, se non siete a digiuno da almeno 14 ore, quella formula sparerà valori a casaccio.

Se i trigliceridi sono alti, questa formula non funziona per nulla ( e vi ricordo che i trigliceridi si riducono facilmente con il cibo)

Insomma, su un valore quasi del tutto estratto a caso, viene basata una diagnosi per la quale vengono prescritti farmaci con serissimi effetti collaterali.

 

5° PUNTO: CAC E STATINE

Mi sono fatto un’idea precisa dei motivi per cui molti sono estremamente restii a prescrivervi un CAC, ovvero l’unico esame che può darvi una chiara indicazione sul vostro rischio di avere un evento cardiovascolare.

Le statine, il farmaco più redditizio per l’industria farmaceutica fanno aumentare in modo sostanziale la calcificazione arteriosa, ovvero ottengono esattamente l’effetto opposto a quello per cui vengono prescritte, ed il CAC misura esattamente la calcificazione arteriosa.

Se un paziente si fa una CAC ed ha ad esempio un risultato di 50, e dopo un anno di statine se ne fa un’altra e vede che il risultato è 80, ovvio che anche ai più ignoranti potrebbero venire dubbi sull’efficacia di quei farmaci, soprattutto se nel frattempo sono cominciati ad arrivare anche i pesanti effetti collaterali.  Informatevi voi stessi………….

 

6° PUNTO:  GRASSI SATURI E LIVELLI DI TESTOSTERONE

Il testosterone è un ormone importantissimo per la salute di uomini e donne (sì, anche donne), la cui produzione raggiunge il picco a circa vent’anni per poi calare costantemente invecchiando.

Bassi livelli di questo ormone causano affaticamento, depressione, calo  della libido, problemi erettivi e perdita di massa muscolare, aumento del grasso e – soprattutto nelle donne – rischio di anemia.

Per mantenere ottimali livelli di testosterone occorre fare esercizio fisico intenso, soprattutto con pesi, avere una buona igiene del sonno, cercare di evitare conservanti ed additivi nei cibi commerciali che spesso hanno un effetto deprimente su questo ormone, ridurre il consumo di alcool, soprattutto birra (estrogenica), ma soprattutto mangiare cibo non processato e ricco di grassi saturi e colesterolo.

Che è esattamente il contrario di quanto raccomandato dal servizio sanitario.

Il testosterone, come altri ormoni sessuali, è infatti prodotto nel nostro organismo a partire dal colesterolo, ed anche se noi esseri umani siamo in grado di produrre colesterolo, tanto che buona parte di quello necessario al sostentamento delle funzioni quotidiane è prodotto dal nostro organismo anche senza mangiare grassi saturi, si tratta di un processo particolarmente dispendioso dal punto di vista fisiologico.

Un’altra ragione per mantenere ottimali livelli di colesterolo è per ridurre quelli dell’SHBG (Sex Hormone Binding Globuline), una molecola che si lega al testosterone rendendolo non disponibile al nostro organismo. Il colesterolo contribuisce a ridurre l’SHBG, il che significa più testosterone libero, che è quello utilizzabile.

Non è un caso quindi che in letteratura sono stati descritti moltissimi casi di impotenza insorta dopo l’utilizzo delle statine.

 

7° PUNTO:

La formula chimica del colesterolo è C27H46O, quando qualcuno vi parla di colesterolo buono e colesterolo cattivo, chiedetegli di indicarvi la formula di entrambi………………….esiste?

 

8° PUNTO: UN PO’ DI STORIA, DA QUI PARTE LA FREGATURA

Tutto ebbe inizio a metà del secolo scorso, quando venne condotto lo Studio Framingham (1948), il più grande ed articolato studio epidemiologico di popolazione in ambito di rischio cardiovascolare mai realizzato. Lo studio avrebbe scoperto la relazione tra colesterolo elevato e rischio di infarto e ictus: ogni incremento dell’1% della colesterolemia è associato ad un aumento di incidenza di cardiopatia ischemica del 2-3%. Questi dati non dicono molto, ma forse con un esempio la follia sarà più evidente.

Se una persona dovesse vedere il proprio colesterolo totale aumentare da 180 mg/dL a 250 mg/dL (aumento del 40%), significa che avrebbe un aumento dell’incidenza di cardiopatia del 120% (40%x3): insomma un morto che cammina!

In realtà lo studio mostrò che non c’è nessuna significativa differenza nel rischio cardiovascolare fra individui i cui livelli di colesterolo variano da 204 a 294 mg/dL.

L’altro famosissimo Studio che diede il colpo di grazia al colesterolo avvenne dopo qualche anno – nel 1953 – per opera del dottor Ancel Keys, il quale pubblicò il lavoro che sarebbe diventato il mito fondante della teoria sul colesterolo. Nello studio Keys inserì un diagramma basato sui dati di 6 diversi paesi del mondo in cui era riscontrabile una relazione evidente tra consumo di grassi e mortalità per cardiopatie coronariche.

Peccato che il diagramma presentato sia errato: Keys prese in considerazione i dati provenienti da soli 6 paesi del mondo pur avendo a disposizione i dati di 22 paesi. Il motivo è presto detto: se avesse utilizzato i dati completi il rapporto tra consumo di grassi e morte sarebbe stato inesistente!
Da quel momento in poi miliardi di persone sono state intossicate dall’abuso di farmaci.

La correlazione tra grassi e morte era stata purtroppo gettata, ma il mondo dovette attendere qualche decennio prima che l’Industria farmaceutica sfornasse qualcosa di utile per abbassare questo pericolosissimo grasso: il primo farmaco a livello mondiale venne brevettato nel 1987: la Lovastatina.

(Y.Rong et al., Egg consumption and risk of coronary heart disease and stroke: dose-response meta-analysis of prospective cohort studies, in British Medical Journal, 346, 2013, e8539)

 

A VOI LE CONCLUSIONI.

Venga alla prossima lezione di nutrizione consapevole, in sole 2 ore spieghiamo tutta la verità sui cibi.

I molluschi sono pesci che hanno un effetto neutro, ovvero non sono nè dimagranti nè ingrassanti. Per questo motivo nella fase dimagrante vanno evitati.

Questo è solo un grande condizionamento dettato da una forte dipendenza dagli zuccheri e dalla “cultura” alimentare errata che dilaga al giorno d’oggi nella nostra società.

Si pensa che mangiando zuccheri ci si possa sentire più felici…cosa non fu più sbagliata!

Tutto dipende da un preciso meccanismo biochimico e cercherò di spiegartelo in maniera molto semplice.

Ci sono alcuni alimenti che contengono un aminoacido essenziale che si chiama Triptofano (5.HTP), il triptofano è il precursore della serotonina, l’ormone del benessere! I principali antidepressivi sono serotoninergici.

Vuoi sapere quali sono i cibi che contengono maggiormente Triptofano? Non crederai ai tuoi occhi! Te li ho riassunti in questa tabella che ti puoi stampare e appendere sul frigo ogni volta che sarai triste e vorrai mangiarti uno snack dolce……come vedi non è presente nessun cibo zuccherino….basta farvi fregare perchè la vostra salute non ha prezzo!….medidate gente, meditate!

La rivista StarBene tempo fa mi ha dedicato la copertina e scritto un articolo proprio sulla dieta della felicità… https://www.starbene.it/alimentazione/diete/metodo-bianchini-dieta-felicita-menu-ricette/

 

Lo yogurt permette di assumere le proteine di qualità e gli altri nutrienti presenti nel latte con una migliore digeribilità. La fermentazione è infatti una sorta di pre-digestione del lattosio, che viene convertito per il 30-40% in galattosio, glucosio e acido lattico.

 

Per ulteriori chiarimenti vai alla domanda specifica sul latte.

Se nel tuo menu è presente la pasta o il riso a colazione non devi mettere il sale in acqua di cottura.

L’amido, derivante dagli alimenti come pasta e riso, viene convertito in glucosio. Il glucosio viene assorbito ad opera di una proteina carrier, un trasportatore che utilizza come propellente il cloruro di sodio (ovvero il sale!). Di conseguenza, una maggiore presenza di sodio equivale a maggiore assorbimento di glucosio, con l’effetto di generare un repentino aumento dei valori di glicemia e indurre il rilascio di molta insulina, ormone deputato alla liposintesi (ovvero ingrassamento!).

Quindi…il sale va usato solo sulle proteine (carne, pesce, uova) e mai sui carboidrati (verdure, pasta, riso).

 

Al giorno d’oggi ancora molti dicono di bere latte per evitare l’osteoporosi o comunque per aumentare la quantità di calcio del loro organismo.

Ciò poteva essere corretto in passato, quando l’alimentazione era povera di proteine animali e il latte vaccino era sano, ma oggi, a causa dell’inquinamento, delle piogge acide e dei mangimi chimici è vero l’opposto e cioè che l’assunzione di latte causa perdita di calcio dall’osso.

Che il latte contenga effettivamente molto calcio e che questo sia utile per l’osso è indubbio, ma è altrettanto indubbio che gli studi scientifici non documentino una riduzione del rischio di fratture ossee proporzionale al consumo di latte. Purtroppo, però, i risultati degli studi scientifici che non sono “utili” a chi deve vendere un prodotto, non vengono fatti conoscere né ai medici né alle persone, perché troppo spesso non vengono diffusi dai media e pertanto non raggiungono una copertura sufficiente per rimuovere i pregiudizi radicati nella mente di chi non si tiene costantemente aggiornato sugli sviluppi della ricerca.

Per quanto riguarda gli adolescenti, uno studio prospettico dell’Università di Harvard ha dichiarato che per ogni bicchiere di latte consumato quotidianamente fra i 13 e i 18 anni il rischio di fratture dell’anca in età adulta non diminuisce nelle femmine e addirittura aumenta significativamente del 9% nei maschi.

Perché il latte fa male?

Il latte attuale è un alimento che aumenta l’acidità generale dell’organismo (analogamente a quello che fanno i cibi industriali, i farmaci e qualsiasi sostanza chimica estranea al nostro corpo) e dato che il nostro organismo non lavora bene in ambiente acido (l’acidosi altera il funzionamento delle nostre reazioni enzimatiche), per contrastare questa acidità richiama sali di calcio dall’osso, demineralizzando quindi quest’ultimo e predisponendolo a possibili fratture future.

Qual è il latte peggiore?

Il latte di mucca è sicuramente il peggiore, mentre quelli di pecora e di capra, se gli animali sono stati allevati biologicamente, hanno una composizione più salutare di quello di mucca e quindi sono più accettabili anche se dobbiamo ricordare che le pecore e le capre, allevate biologicamente, mangiano molta erba inquinata perché bagnata dalle piogge acide (ricche di sostanze chimiche cancerogene a causa dell’inquinamento ambientale).

E’ bene aggiornare continuamente le nostre conoscenze alimentari, perché ciò che andava bene 40-50 anni fa non è assolutamente detto che vada bene anche oggi. 

Inoltre, dato che il Ministero Statunitense dell’Agricoltura (USDA) consiglia a tutti gli americani (dai bambini agli adulti, gravide comprese) di bere 3 o più di 4 bicchieri di latte al giorno e poiché sappiamo che l’USDA non è indipendente da forti pressioni industriali, consiglio anche di vagliare attentamente tutte le informazioni che ci giungono e di controllare sempre che siano prive di conflitti di interesse dichiarati o politicamente sospetti.

Per concludere il discorso sull’utilità del latte, sconsiglio vivamente di berlo:

  • ai “piccoli” perché sono troppo piccoli e deboli a livello immunitario e a livello di sviluppo biologico per difendersi dai danni del latte
  • ai “grandi” perché sono troppo grandi per fare ancora i piccoli e aver bisogno di essere allattati da un alimento tossico che, tra l’altro, non appartiene alla nostra specie.

 

PROTEINE, GRASSI E CARBOIDRATI.

Se una persona smettesse di mangiare proteine, probabilmente morirebbe in qualche mese.

 

Se smettesse di mangiare grassi, morirebbe molto prima.

 

Ma se smettesse di mangiare carboidrati sfavorevoli come farinacei e dolciumi ad orari errati, sarebbe a posto per tutta la vita ed anzi sarebbe più in salute e con meno malattie degenerative.

MetodoBianchini è rivoluzionario perchè ti dà la possibilità di essere felice mangiando anche i carboidrati sfavorevoli ma al giusto orario biologico (colazione) permettendo di soddisfare il palato e il cervello, dimagrire e migliorare il benessere!

Cosa vuoi di più dalla vita?

LEGGI ARTICOLO DI PAOLO BIANCHINI SULLA RIVISTA STARBENEO IODONNA

 

L’ aceto è un liquido stimolatore di Gastrina, ormone secreto dall’apparato gastrointestinale, che stimola la secrezione dell’ormone chiamato Insulina che a sua volta genera la liposintesi (ingrassamento).

E’ LO STESSO MOTIVO PER CUI NEL PRIMO MESE NON SI POSSONO BERE ALCOLICI.

Vi rispondo con una domanda fatta al Prof. Richard Bernstein, il più noto esperto mondiale di diabete tipo 1: “una dieta ad alte proteine è pericolosa per i reni se il tuo A1c* è vicino al 6%?”

Risposta del prof: “è l’A1c vicino al 6% ad essere un pericolo per i tuoi reni, non una dieta ad alte proteine”.

Il fatto che questa ovvietà, dimostrata da innumerevoli studi scientifici nell’arco di decenni, debba essere ribadita è un segno di come la medicina sia diventata il braccio armato dell’industria farmaceutica ed alimentare, che hanno nelle diete biochimiche il loro principale nemico.

*L’emoglobina A1c è, tra le componenti dell’emoglobina A (la più abbondante forma di emoglobina presente nei globuli rossi dell’adulto, circa il 98%), quella che si complessa più facilmente con il glucosio.


Non è idonea un’alimentazione povera di proteine ricordandosi sempre che carboidrati, proteine e grassi (ovvero i 3 macronutrienti fondamentali) vanno sempre introdotti nelle giuste proporzioni.

Proteine è un termine derivato dalla parola greca proteios che significa primario, di prima qualità. E, in effetti, le proteine sono, fra le diverse sostanze nutritive, quelle che data la loro struttura chimica, svolgono funzioni di prima qualità. Nella loro molecola, infatti, oltre a carbonio, idrogeno e ossigeno, contengono azoto. Ed è appunto all’azoto che si deve la capacità, propria ed esclusiva delle proteine, di rigenerare le cellule e tessuti e favorire la crescita. Se questa rappresenta la loro principale funzione non va dimenticato che le proteine possono fornire anche energia.

SFATIAMO ANCHE UN ALTRO MITO…QUELLO DELL’ACIDO URICO! Non sono le proteine ad aumentare l’acido urico ma sono gli zuccheri contenenti in alimenti come pasta, pane, riso e frutta che si convertono in acido urico!

Se vuole venga alla prossima lezione di nutrizione consapevole per chiarirsi definitivamente le idee.

Sono gli zuccheri e i carboidrati sfavorevoli ad “appesantire” il fegato. Non c’è altro da aggiungere…

Venga alla prossima lezione di nutrizione consapevole, in sole 2 ore spieghiamo tutta la verità sui cibi.

 

Se nel menu non sono ancora stati inseriti c’è evidentemente un motivo e potranno essere inseriti (con intelligenza) più avanti.

I legumi a livello nutrizionale sono carboidrati perchè sono ricchi di amido e quindi ingrassanti.

E’ vero che i legumi contengono anche delle proteine, ma queste proteine sono associate ad ampie quantità di carboidrati, ed oltretutto sono quasi sempre incomplete, ovvero carenti di aminoacidi essenziali e quindi non conteggiabili ai fini della quota proteica giornaliera.

Non tutti i legumi sono ovviamente uguali: i piselli hanno un contenuto di zuccheri più basso di molti altri, le lenticchie sono usatissime dai vegani per l’alto contenuto proteico.

Prendiamo i ceci, che hanno un contenuto in proteine biodisponibili di circa 13 g su 100 g di prodotto. Ottima quantità, ma viene insieme a 44 g di zuccheri.

100 g di uova hanno la stessa quantità di proteine, ma con un profilo aminoacidico molto migliore, e solo 1 g di zuccheri.

Inoltre per mangiare appena 26 g di proteine bisognerebbe mangiare 200 g di ceci (pesati a crudo) che sono una enorme quantità, con anche una gran quantità di fibra, mentre le stesse proteine si ricavano da 4 uova, facili da mangiare e digerire.

Ma il problema principale è che molti dei nutrienti contenuti nei legumi non sono disponibili per la biologia umana, i minerali ad esempio non vengono assorbiti quasi per nulla per via della difficoltà di digestione (che causa gonfiore, flatulenza e dolori di stomaco), del resto non siamo vacche con stomaci disegnati per fermentare quelle fibre.

Un altro problema è l’alto contenuto di lectine ed acido fitico, degli anti nutrienti che possono danneggiare il rivestimento intestinale e soprattutto impedire alle nostre difese naturali di ripararlo, causando o esacerbando malattie autoimmuni. Cuocere i legumi a lungo dopo averli ammollati per 24 ore riduce il contenuto di lectine in modo importante, ma lascia comunque troppo acido fitico.

Gli enzimi salivari (amilasi) degradano l’amido trasformandolo in glucosio, aumentando di conseguenza la glicemia con produzione di insulina.  Ricordo che l’eccesso di glucosio è responsabile di quasi tutte le patologie https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/corretta-informazione/lo-zucchero-favorisce-la-crescita-dei-tumori

Tagli di carne con l’osso o pesce con le lische sono alimenti che non contengono carboidrati o, se presenti, non superano il 4% e contengono aminoacidi favorevoli al dimagrimento.

Praticare una regolare attività fisica fa certamente bene alla salute ed è consigliato dall’OMS ma ai fini del metodo non è necessaria perchè praticare sport può inibire il dimagrimento.

Vi spiego perché: durante l’attività fisica di intensità medio – alta il muscolo produce acido lattico, questo viene riversato nel sangue e trasportato nel fegato dove viene riconvertito in glucosio e riportato all’interno del muscolo. Questo glucosio in eccesso ovviamente passa nel pancreas dove secerne la secrezione di insulina che, a sua volta, inibisce la β-ossidazione ovvero quegli enzimi deputati al dimagrimento. Un processo fisiologico/biochimico semplicissimo ma che tutti (purtroppo) ignorano!

Come testimoniano i grandi medici dell’antichità, Ippocrate e Galeno, un corretto equilibrio alimentare è più importante di fare esercizio fisico.

Una volta raggiunto il dimagrimento desiderato si può  chiaramente svolgere regolare attività fisica.

LEGGI ARTICOLO DI PAOLO BIANCHINI SULLA GAZZETTA DELLO SPORT

Gli spaghetti cotti al dente (massimo 5 minuti) hanno un indice glicemico basso (40), meno di pasta corta, ravioli o lasagne e meno dimolti frutti!. Questo perché il processo di pastificazione che prevede l’estrusione della pasta determina la formazione di una pellicola protettiva, che contribuisce a rallentare la gelatinizzazione degli amidi durante la cottura e quindi la loro digestione.

L’indice glicemico basso determina un minor rilascio di insulina (aumentando di conseguenza il senso di sazietà), promuove l’ossidazione dei grassi e riduce la lipolisi; risulta quindi strategico per il nostro organismo.

SE NEL TUO MENU’ SONO PRESENTI GLI SPAGHETTI A COLAZIONE RICORDATI DI:

  • CUOCERLI AL DENTE
  • NON AGGIUNGERE SALE IN ACQUA DI COTTURA

Questa è una delle domande che mi porgete più di frequente ed è anche una delle peculiarità del mio metodo. Vi darò una spiegazione semplice e soprattutto scientifica perché ci sono dei fondamenti biochimici ben precisi.

Sapete bene che il metodo insegna ad utilizzare tutti gli alimenti, anche quelli vengono normalmente vietati nelle diete, è inutile rinunciare o evitare un cibo quando lo si può mangiare in abbondanza all’orario corretto.

Nella fase dimagrante il primo piatto (precisamente spaghetti o riso), o anche la pizza o il pane, è presente solo a colazione. Al risveglio, tra le 7 e le 8.30, il nostro corpo raggiunge il picco massimo di produzione dell’ormone cortisolo (detto anche ormone dello stress) che tra i molti effetti negativi ne ha uno molto positivo: aiuta a mobilitare i grassi in eccesso. Assumere in questo momento della giornata alimenti potenzialmente ingrassanti come spaghetti o riso in realtà NON INGRASSA, soddisfa il palato e il cervello! Tra l’altro, il nostro organismo, seguendo un preciso ritmo metabolico nelle ore del mattino favorisce la glicolisi (cioè metabolizza meglio il glucosio).

Se dovessimo mangiare spaghetti / riso / pizza / pane a pranzo o cena ingrasseremmo. In sostanza è come assumere un farmaco in un’ora corretta oppure sbagliata,  vi è una netta differenza!

Ovviamente questo “giochino” non funziona con tutti i tipi di carboidrati (biscotti, brioche, corn flakes, fette biscottate, ecc) che contengo anche molti zuccheri aggiunti.

Bisogna solo abituarsi qualche giorno a questo cambiamento ed avere la capacità di evolversi. 

Quando si raggiunge il mantenimento qualsiasi tipo di pasta, riso, pizza, pane, lasagne ecc ecc potrà essere assunta liberamente anche a pranzo o cena un paio di volte alla settimana ma a quel punto sarete diventati già consapevoli…

SE NEL TUO MENU’ SONO PRESENTI SPAGHETTI O RISO A COLAZIONE RICORDATI DI:

  • CUOCERLI AL DENTE
  • NON AGGIUNGERE SALE IN ACQUA DI COTTURA

SE HAI PIACERE LEGGI QUESTA INTERVISTA DI PAOLO BIANCHINI IN CUI VIENE SPIEGATO IL PROCESSO BIOCHIMICO DEI CARBOIDRATI FARINACEI ASSUNTI LA MATTINA https://www.today.it/benessere/alimentazione/carboidrati-dieta-intermittenza.html

Organizzazione dei pasti

Questo è un argomento abbastanza complesso per cui chi volesse approfondire è invitato alla lezione di nutrizione consapevole, grazie.

Si, è fortemente raccomandato perchè ti spieghiamo tutto.

PROSSIMA LEZIONE VENERDI’ 5 APRILE ORE 20.30. 

Clicchi sul link per tutte le info https://www.metodobianchini.it/nutrizione-consapevole/

Sfatiamo questo grande mito!

Se pensi ad esempio di riempirti di arance per il loro contenuto di vit. C sappi che ti stai anche riempiendo di zuccheri!

Stando a quasi tutte le tabelle nutrizionali al mondo, con l’unica eccezione di quelle del governo australiano, la carne rossa non avrebbe alcun contenuto di vitamina C.

La cosa è falsa, come dimostrato dalle analisi australiane e di molti laboratori indipendenti, ma non viene corretta.

La carne di manzo ha circa 1-3 mg di vitamina C per 100 g, il che significa che mangiare mezzo kg di bistecca più o meno soddisfa il fabbisogno minimo giornaliero di un uomo, che è intorno a 10 mg.

Questo è il motivo per cui cacciare un orso e mangiarne la carne ha sempre curato i marinai delle spedizioni artiche dallo scorbuto, non serve la frutta se hai carne fresca.

Ma mangiare cibi grassi non alza il colesterolo…??!? Il mio medico mi ha sempre detto di si!!!

MI SONO DILUNGATO MA E’ FONDAMENTALE FARE CHIAREZZA E CONOSCERE LA VERITA’.

 

1° PUNTO:

E’ praticamente impossibile ridurre o alzare il colesterolo attraverso il cibo perchè il colesterolo dipende da altro! 

Quello che va assolutamente compreso è che il colesterolo ha un’importanza vitale per il cervello, infatti non saremo in grado di pensare e ragionare normalmente senza di esso. E’ talmente importante che tutte le cellule sono in grado di produrne autonomamente: di fatto ogni giorno ne produciamo da tre a cinque volte in più rispetto a quanto ne arriva con la dieta. Il paradosso è che se la nostra dieta non ne fornisce a sufficienza allora la produzione aumenta (endogena), se invece si aumentano i grassi saturi essa diminuisce. Ecco perché è difficile ridurne e controllarne il livello ematico regolando l’alimentazione.

La prima osservazione è che con il cibo apportiamo appena un 10% del colesterolo totale e il restante 90% è autoprodotto per via endogena.
Il suo ruolo è preziosissimo per il funzionamento dell’organismo non solo organico ma anche sociale e comportamentale.

Fondamentale perché:

  • è un componente essenziale della membrana cellulare di tutte le cellule;
  • regola lo scambio di sostanze messaggere tramite la membrana cellulare;
  • è coinvolto nella crescita e nella divisione cellulare;
  • è la sostanza base per la sintesi di numerosi ormoni (aldosterone, cortisolo, testosterone, estradiolo, ecc.);
  • è essenziale per lo sviluppo embrionale;
  • è prodotto nel fegato e impiegato per produrre la bile;
  • si trova in grande abbondanza nel cervello, nel sistema nervoso, nelle ghiandole surrenali e nella pelle.

 

2° PUNTO: CARBOIDRATI E COLESTEROLO

I carboidrati infiammano le arterie danneggiandole, il colesterolo è richiesto dal corpo per riparare la parte dell’arteria danneggiata. Quindi non sono i grassi a “richiamare” colesterolo ma la pasta al pomodoro che vi siete mangiati fino ad oggi tutti i giorni a pranzo e la frutta che avete mangiato come spuntino “innocuo e salutare” a metà mattina e pomeriggio.

 

3° PUNTO: SENSO BIOLOGICO DEL COLESTEROLO 

Si può affermare che tutta la vita sociale umana è mossa da due “frequenze”: estrogeno e testosterone (femminile e maschile). Questi due ormoni regolano la socialità dando una percezione della vita e una reazione alla stessa molto diversa, a seconda che il cervello legga meglio l’uno o l’altro.

La statina, il farmaco più usato per ridurre il colesterolo, interviene nella sintesi del colesterolo bloccandone la produzione a livello di fegato.
Siamo sicuri che questo freno chimico non abbia ripercussioni nella vita sociale dell’uomo? In fin dei conti il colesterolo è il precursore dei più importanti ormoni umani.

 

4° PUNTO: NESSUNO TESTA IL COLESTEROLO LDL

Vi sorprenderà sapere che il valore del colesterolo LDL nei vostri esami del sangue non è reale, l’LDL non viene infatti generalmente testato perché è un esame complesso, tanto che negli USA solo due laboratori sono in grado di effettuarlo.

Ma come, direte, allora ci prendono in giro? Beh, dovreste averlo capito a questo punto…

Vediamo dunque a cosa si riferisce quel valore LDL sui vostri esami, usato per prescrivervi farmaci come le statine.

È un valore calcolato con una formula che è approssimativa nel migliore dei casi e che dà valori completamente errati in molti altri.

Ad esempio, se non siete a digiuno da almeno 14 ore, quella formula sparerà valori a casaccio.

Se i trigliceridi sono alti, questa formula non funziona per nulla ( e vi ricordo che i trigliceridi si riducono facilmente con il cibo)

Insomma, su un valore quasi del tutto estratto a caso, viene basata una diagnosi per la quale vengono prescritti farmaci con serissimi effetti collaterali.

 

5° PUNTO: CAC E STATINE

Mi sono fatto un’idea precisa dei motivi per cui molti sono estremamente restii a prescrivervi un CAC, ovvero l’unico esame che può darvi una chiara indicazione sul vostro rischio di avere un evento cardiovascolare.

Le statine, il farmaco più redditizio per l’industria farmaceutica fanno aumentare in modo sostanziale la calcificazione arteriosa, ovvero ottengono esattamente l’effetto opposto a quello per cui vengono prescritte, ed il CAC misura esattamente la calcificazione arteriosa.

Se un paziente si fa una CAC ed ha ad esempio un risultato di 50, e dopo un anno di statine se ne fa un’altra e vede che il risultato è 80, ovvio che anche ai più ignoranti potrebbero venire dubbi sull’efficacia di quei farmaci, soprattutto se nel frattempo sono cominciati ad arrivare anche i pesanti effetti collaterali.  Informatevi voi stessi………….

 

6° PUNTO:  GRASSI SATURI E LIVELLI DI TESTOSTERONE

Il testosterone è un ormone importantissimo per la salute di uomini e donne (sì, anche donne), la cui produzione raggiunge il picco a circa vent’anni per poi calare costantemente invecchiando.

Bassi livelli di questo ormone causano affaticamento, depressione, calo  della libido, problemi erettivi e perdita di massa muscolare, aumento del grasso e – soprattutto nelle donne – rischio di anemia.

Per mantenere ottimali livelli di testosterone occorre fare esercizio fisico intenso, soprattutto con pesi, avere una buona igiene del sonno, cercare di evitare conservanti ed additivi nei cibi commerciali che spesso hanno un effetto deprimente su questo ormone, ridurre il consumo di alcool, soprattutto birra (estrogenica), ma soprattutto mangiare cibo non processato e ricco di grassi saturi e colesterolo.

Che è esattamente il contrario di quanto raccomandato dal servizio sanitario.

Il testosterone, come altri ormoni sessuali, è infatti prodotto nel nostro organismo a partire dal colesterolo, ed anche se noi esseri umani siamo in grado di produrre colesterolo, tanto che buona parte di quello necessario al sostentamento delle funzioni quotidiane è prodotto dal nostro organismo anche senza mangiare grassi saturi, si tratta di un processo particolarmente dispendioso dal punto di vista fisiologico.

Un’altra ragione per mantenere ottimali livelli di colesterolo è per ridurre quelli dell’SHBG (Sex Hormone Binding Globuline), una molecola che si lega al testosterone rendendolo non disponibile al nostro organismo. Il colesterolo contribuisce a ridurre l’SHBG, il che significa più testosterone libero, che è quello utilizzabile.

Non è un caso quindi che in letteratura sono stati descritti moltissimi casi di impotenza insorta dopo l’utilizzo delle statine.

 

7° PUNTO:

La formula chimica del colesterolo è C27H46O, quando qualcuno vi parla di colesterolo buono e colesterolo cattivo, chiedetegli di indicarvi la formula di entrambi………………….esiste?

 

8° PUNTO: UN PO’ DI STORIA, DA QUI PARTE LA FREGATURA

Tutto ebbe inizio a metà del secolo scorso, quando venne condotto lo Studio Framingham (1948), il più grande ed articolato studio epidemiologico di popolazione in ambito di rischio cardiovascolare mai realizzato. Lo studio avrebbe scoperto la relazione tra colesterolo elevato e rischio di infarto e ictus: ogni incremento dell’1% della colesterolemia è associato ad un aumento di incidenza di cardiopatia ischemica del 2-3%. Questi dati non dicono molto, ma forse con un esempio la follia sarà più evidente.

Se una persona dovesse vedere il proprio colesterolo totale aumentare da 180 mg/dL a 250 mg/dL (aumento del 40%), significa che avrebbe un aumento dell’incidenza di cardiopatia del 120% (40%x3): insomma un morto che cammina!

In realtà lo studio mostrò che non c’è nessuna significativa differenza nel rischio cardiovascolare fra individui i cui livelli di colesterolo variano da 204 a 294 mg/dL.

L’altro famosissimo Studio che diede il colpo di grazia al colesterolo avvenne dopo qualche anno – nel 1953 – per opera del dottor Ancel Keys, il quale pubblicò il lavoro che sarebbe diventato il mito fondante della teoria sul colesterolo. Nello studio Keys inserì un diagramma basato sui dati di 6 diversi paesi del mondo in cui era riscontrabile una relazione evidente tra consumo di grassi e mortalità per cardiopatie coronariche.

Peccato che il diagramma presentato sia errato: Keys prese in considerazione i dati provenienti da soli 6 paesi del mondo pur avendo a disposizione i dati di 22 paesi. Il motivo è presto detto: se avesse utilizzato i dati completi il rapporto tra consumo di grassi e morte sarebbe stato inesistente!
Da quel momento in poi miliardi di persone sono state intossicate dall’abuso di farmaci.

La correlazione tra grassi e morte era stata purtroppo gettata, ma il mondo dovette attendere qualche decennio prima che l’Industria farmaceutica sfornasse qualcosa di utile per abbassare questo pericolosissimo grasso: il primo farmaco a livello mondiale venne brevettato nel 1987: la Lovastatina.

(Y.Rong et al., Egg consumption and risk of coronary heart disease and stroke: dose-response meta-analysis of prospective cohort studies, in British Medical Journal, 346, 2013, e8539)

 

A VOI LE CONCLUSIONI.

Venga alla prossima lezione di nutrizione consapevole, in sole 2 ore spieghiamo tutta la verità sui cibi.

I molluschi sono pesci che hanno un effetto neutro, ovvero non sono nè dimagranti nè ingrassanti. Per questo motivo nella fase dimagrante vanno evitati.

Questo è solo un grande condizionamento dettato da una forte dipendenza dagli zuccheri e dalla “cultura” alimentare errata che dilaga al giorno d’oggi nella nostra società.

Si pensa che mangiando zuccheri ci si possa sentire più felici…cosa non fu più sbagliata!

Tutto dipende da un preciso meccanismo biochimico e cercherò di spiegartelo in maniera molto semplice.

Ci sono alcuni alimenti che contengono un aminoacido essenziale che si chiama Triptofano (5.HTP), il triptofano è il precursore della serotonina, l’ormone del benessere! I principali antidepressivi sono serotoninergici.

Vuoi sapere quali sono i cibi che contengono maggiormente Triptofano? Non crederai ai tuoi occhi! Te li ho riassunti in questa tabella che ti puoi stampare e appendere sul frigo ogni volta che sarai triste e vorrai mangiarti uno snack dolce……come vedi non è presente nessun cibo zuccherino….basta farvi fregare perchè la vostra salute non ha prezzo!….medidate gente, meditate!

La rivista StarBene tempo fa mi ha dedicato la copertina e scritto un articolo proprio sulla dieta della felicità… https://www.starbene.it/alimentazione/diete/metodo-bianchini-dieta-felicita-menu-ricette/

 

Lo yogurt permette di assumere le proteine di qualità e gli altri nutrienti presenti nel latte con una migliore digeribilità. La fermentazione è infatti una sorta di pre-digestione del lattosio, che viene convertito per il 30-40% in galattosio, glucosio e acido lattico.

 

Per ulteriori chiarimenti vai alla domanda specifica sul latte.

Se nel tuo menu è presente la pasta o il riso a colazione non devi mettere il sale in acqua di cottura.

L’amido, derivante dagli alimenti come pasta e riso, viene convertito in glucosio. Il glucosio viene assorbito ad opera di una proteina carrier, un trasportatore che utilizza come propellente il cloruro di sodio (ovvero il sale!). Di conseguenza, una maggiore presenza di sodio equivale a maggiore assorbimento di glucosio, con l’effetto di generare un repentino aumento dei valori di glicemia e indurre il rilascio di molta insulina, ormone deputato alla liposintesi (ovvero ingrassamento!).

Quindi…il sale va usato solo sulle proteine (carne, pesce, uova) e mai sui carboidrati (verdure, pasta, riso).

 

Al giorno d’oggi ancora molti dicono di bere latte per evitare l’osteoporosi o comunque per aumentare la quantità di calcio del loro organismo.

Ciò poteva essere corretto in passato, quando l’alimentazione era povera di proteine animali e il latte vaccino era sano, ma oggi, a causa dell’inquinamento, delle piogge acide e dei mangimi chimici è vero l’opposto e cioè che l’assunzione di latte causa perdita di calcio dall’osso.

Che il latte contenga effettivamente molto calcio e che questo sia utile per l’osso è indubbio, ma è altrettanto indubbio che gli studi scientifici non documentino una riduzione del rischio di fratture ossee proporzionale al consumo di latte. Purtroppo, però, i risultati degli studi scientifici che non sono “utili” a chi deve vendere un prodotto, non vengono fatti conoscere né ai medici né alle persone, perché troppo spesso non vengono diffusi dai media e pertanto non raggiungono una copertura sufficiente per rimuovere i pregiudizi radicati nella mente di chi non si tiene costantemente aggiornato sugli sviluppi della ricerca.

Per quanto riguarda gli adolescenti, uno studio prospettico dell’Università di Harvard ha dichiarato che per ogni bicchiere di latte consumato quotidianamente fra i 13 e i 18 anni il rischio di fratture dell’anca in età adulta non diminuisce nelle femmine e addirittura aumenta significativamente del 9% nei maschi.

Perché il latte fa male?

Il latte attuale è un alimento che aumenta l’acidità generale dell’organismo (analogamente a quello che fanno i cibi industriali, i farmaci e qualsiasi sostanza chimica estranea al nostro corpo) e dato che il nostro organismo non lavora bene in ambiente acido (l’acidosi altera il funzionamento delle nostre reazioni enzimatiche), per contrastare questa acidità richiama sali di calcio dall’osso, demineralizzando quindi quest’ultimo e predisponendolo a possibili fratture future.

Qual è il latte peggiore?

Il latte di mucca è sicuramente il peggiore, mentre quelli di pecora e di capra, se gli animali sono stati allevati biologicamente, hanno una composizione più salutare di quello di mucca e quindi sono più accettabili anche se dobbiamo ricordare che le pecore e le capre, allevate biologicamente, mangiano molta erba inquinata perché bagnata dalle piogge acide (ricche di sostanze chimiche cancerogene a causa dell’inquinamento ambientale).

E’ bene aggiornare continuamente le nostre conoscenze alimentari, perché ciò che andava bene 40-50 anni fa non è assolutamente detto che vada bene anche oggi. 

Inoltre, dato che il Ministero Statunitense dell’Agricoltura (USDA) consiglia a tutti gli americani (dai bambini agli adulti, gravide comprese) di bere 3 o più di 4 bicchieri di latte al giorno e poiché sappiamo che l’USDA non è indipendente da forti pressioni industriali, consiglio anche di vagliare attentamente tutte le informazioni che ci giungono e di controllare sempre che siano prive di conflitti di interesse dichiarati o politicamente sospetti.

Per concludere il discorso sull’utilità del latte, sconsiglio vivamente di berlo:

  • ai “piccoli” perché sono troppo piccoli e deboli a livello immunitario e a livello di sviluppo biologico per difendersi dai danni del latte
  • ai “grandi” perché sono troppo grandi per fare ancora i piccoli e aver bisogno di essere allattati da un alimento tossico che, tra l’altro, non appartiene alla nostra specie.

 

PROTEINE, GRASSI E CARBOIDRATI.

Se una persona smettesse di mangiare proteine, probabilmente morirebbe in qualche mese.

 

Se smettesse di mangiare grassi, morirebbe molto prima.

 

Ma se smettesse di mangiare carboidrati sfavorevoli come farinacei e dolciumi ad orari errati, sarebbe a posto per tutta la vita ed anzi sarebbe più in salute e con meno malattie degenerative.

MetodoBianchini è rivoluzionario perchè ti dà la possibilità di essere felice mangiando anche i carboidrati sfavorevoli ma al giusto orario biologico (colazione) permettendo di soddisfare il palato e il cervello, dimagrire e migliorare il benessere!

Cosa vuoi di più dalla vita?

LEGGI ARTICOLO DI PAOLO BIANCHINI SULLA RIVISTA STARBENEO IODONNA

 

L’ aceto è un liquido stimolatore di Gastrina, ormone secreto dall’apparato gastrointestinale, che stimola la secrezione dell’ormone chiamato Insulina che a sua volta genera la liposintesi (ingrassamento).

E’ LO STESSO MOTIVO PER CUI NEL PRIMO MESE NON SI POSSONO BERE ALCOLICI.

Vi rispondo con una domanda fatta al Prof. Richard Bernstein, il più noto esperto mondiale di diabete tipo 1: “una dieta ad alte proteine è pericolosa per i reni se il tuo A1c* è vicino al 6%?”

Risposta del prof: “è l’A1c vicino al 6% ad essere un pericolo per i tuoi reni, non una dieta ad alte proteine”.

Il fatto che questa ovvietà, dimostrata da innumerevoli studi scientifici nell’arco di decenni, debba essere ribadita è un segno di come la medicina sia diventata il braccio armato dell’industria farmaceutica ed alimentare, che hanno nelle diete biochimiche il loro principale nemico.

*L’emoglobina A1c è, tra le componenti dell’emoglobina A (la più abbondante forma di emoglobina presente nei globuli rossi dell’adulto, circa il 98%), quella che si complessa più facilmente con il glucosio.


Non è idonea un’alimentazione povera di proteine ricordandosi sempre che carboidrati, proteine e grassi (ovvero i 3 macronutrienti fondamentali) vanno sempre introdotti nelle giuste proporzioni.

Proteine è un termine derivato dalla parola greca proteios che significa primario, di prima qualità. E, in effetti, le proteine sono, fra le diverse sostanze nutritive, quelle che data la loro struttura chimica, svolgono funzioni di prima qualità. Nella loro molecola, infatti, oltre a carbonio, idrogeno e ossigeno, contengono azoto. Ed è appunto all’azoto che si deve la capacità, propria ed esclusiva delle proteine, di rigenerare le cellule e tessuti e favorire la crescita. Se questa rappresenta la loro principale funzione non va dimenticato che le proteine possono fornire anche energia.

SFATIAMO ANCHE UN ALTRO MITO…QUELLO DELL’ACIDO URICO! Non sono le proteine ad aumentare l’acido urico ma sono gli zuccheri contenenti in alimenti come pasta, pane, riso e frutta che si convertono in acido urico!

Se vuole venga alla prossima lezione di nutrizione consapevole per chiarirsi definitivamente le idee.

Sono gli zuccheri e i carboidrati sfavorevoli ad “appesantire” il fegato. Non c’è altro da aggiungere…

Venga alla prossima lezione di nutrizione consapevole, in sole 2 ore spieghiamo tutta la verità sui cibi.

 

Se nel menu non sono ancora stati inseriti c’è evidentemente un motivo e potranno essere inseriti (con intelligenza) più avanti.

I legumi a livello nutrizionale sono carboidrati perchè sono ricchi di amido e quindi ingrassanti.

E’ vero che i legumi contengono anche delle proteine, ma queste proteine sono associate ad ampie quantità di carboidrati, ed oltretutto sono quasi sempre incomplete, ovvero carenti di aminoacidi essenziali e quindi non conteggiabili ai fini della quota proteica giornaliera.

Non tutti i legumi sono ovviamente uguali: i piselli hanno un contenuto di zuccheri più basso di molti altri, le lenticchie sono usatissime dai vegani per l’alto contenuto proteico.

Prendiamo i ceci, che hanno un contenuto in proteine biodisponibili di circa 13 g su 100 g di prodotto. Ottima quantità, ma viene insieme a 44 g di zuccheri.

100 g di uova hanno la stessa quantità di proteine, ma con un profilo aminoacidico molto migliore, e solo 1 g di zuccheri.

Inoltre per mangiare appena 26 g di proteine bisognerebbe mangiare 200 g di ceci (pesati a crudo) che sono una enorme quantità, con anche una gran quantità di fibra, mentre le stesse proteine si ricavano da 4 uova, facili da mangiare e digerire.

Ma il problema principale è che molti dei nutrienti contenuti nei legumi non sono disponibili per la biologia umana, i minerali ad esempio non vengono assorbiti quasi per nulla per via della difficoltà di digestione (che causa gonfiore, flatulenza e dolori di stomaco), del resto non siamo vacche con stomaci disegnati per fermentare quelle fibre.

Un altro problema è l’alto contenuto di lectine ed acido fitico, degli anti nutrienti che possono danneggiare il rivestimento intestinale e soprattutto impedire alle nostre difese naturali di ripararlo, causando o esacerbando malattie autoimmuni. Cuocere i legumi a lungo dopo averli ammollati per 24 ore riduce il contenuto di lectine in modo importante, ma lascia comunque troppo acido fitico.

Gli enzimi salivari (amilasi) degradano l’amido trasformandolo in glucosio, aumentando di conseguenza la glicemia con produzione di insulina.  Ricordo che l’eccesso di glucosio è responsabile di quasi tutte le patologie https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/corretta-informazione/lo-zucchero-favorisce-la-crescita-dei-tumori

Tagli di carne con l’osso o pesce con le lische sono alimenti che non contengono carboidrati o, se presenti, non superano il 4% e contengono aminoacidi favorevoli al dimagrimento.

Praticare una regolare attività fisica fa certamente bene alla salute ed è consigliato dall’OMS ma ai fini del metodo non è necessaria perchè praticare sport può inibire il dimagrimento.

Vi spiego perché: durante l’attività fisica di intensità medio – alta il muscolo produce acido lattico, questo viene riversato nel sangue e trasportato nel fegato dove viene riconvertito in glucosio e riportato all’interno del muscolo. Questo glucosio in eccesso ovviamente passa nel pancreas dove secerne la secrezione di insulina che, a sua volta, inibisce la β-ossidazione ovvero quegli enzimi deputati al dimagrimento. Un processo fisiologico/biochimico semplicissimo ma che tutti (purtroppo) ignorano!

Come testimoniano i grandi medici dell’antichità, Ippocrate e Galeno, un corretto equilibrio alimentare è più importante di fare esercizio fisico.

Una volta raggiunto il dimagrimento desiderato si può  chiaramente svolgere regolare attività fisica.

LEGGI ARTICOLO DI PAOLO BIANCHINI SULLA GAZZETTA DELLO SPORT

Gli spaghetti cotti al dente (massimo 5 minuti) hanno un indice glicemico basso (40), meno di pasta corta, ravioli o lasagne e meno dimolti frutti!. Questo perché il processo di pastificazione che prevede l’estrusione della pasta determina la formazione di una pellicola protettiva, che contribuisce a rallentare la gelatinizzazione degli amidi durante la cottura e quindi la loro digestione.

L’indice glicemico basso determina un minor rilascio di insulina (aumentando di conseguenza il senso di sazietà), promuove l’ossidazione dei grassi e riduce la lipolisi; risulta quindi strategico per il nostro organismo.

SE NEL TUO MENU’ SONO PRESENTI GLI SPAGHETTI A COLAZIONE RICORDATI DI:

  • CUOCERLI AL DENTE
  • NON AGGIUNGERE SALE IN ACQUA DI COTTURA

Questa è una delle domande che mi porgete più di frequente ed è anche una delle peculiarità del mio metodo. Vi darò una spiegazione semplice e soprattutto scientifica perché ci sono dei fondamenti biochimici ben precisi.

Sapete bene che il metodo insegna ad utilizzare tutti gli alimenti, anche quelli vengono normalmente vietati nelle diete, è inutile rinunciare o evitare un cibo quando lo si può mangiare in abbondanza all’orario corretto.

Nella fase dimagrante il primo piatto (precisamente spaghetti o riso), o anche la pizza o il pane, è presente solo a colazione. Al risveglio, tra le 7 e le 8.30, il nostro corpo raggiunge il picco massimo di produzione dell’ormone cortisolo (detto anche ormone dello stress) che tra i molti effetti negativi ne ha uno molto positivo: aiuta a mobilitare i grassi in eccesso. Assumere in questo momento della giornata alimenti potenzialmente ingrassanti come spaghetti o riso in realtà NON INGRASSA, soddisfa il palato e il cervello! Tra l’altro, il nostro organismo, seguendo un preciso ritmo metabolico nelle ore del mattino favorisce la glicolisi (cioè metabolizza meglio il glucosio).

Se dovessimo mangiare spaghetti / riso / pizza / pane a pranzo o cena ingrasseremmo. In sostanza è come assumere un farmaco in un’ora corretta oppure sbagliata,  vi è una netta differenza!

Ovviamente questo “giochino” non funziona con tutti i tipi di carboidrati (biscotti, brioche, corn flakes, fette biscottate, ecc) che contengo anche molti zuccheri aggiunti.

Bisogna solo abituarsi qualche giorno a questo cambiamento ed avere la capacità di evolversi. 

Quando si raggiunge il mantenimento qualsiasi tipo di pasta, riso, pizza, pane, lasagne ecc ecc potrà essere assunta liberamente anche a pranzo o cena un paio di volte alla settimana ma a quel punto sarete diventati già consapevoli…

SE NEL TUO MENU’ SONO PRESENTI SPAGHETTI O RISO A COLAZIONE RICORDATI DI:

  • CUOCERLI AL DENTE
  • NON AGGIUNGERE SALE IN ACQUA DI COTTURA

SE HAI PIACERE LEGGI QUESTA INTERVISTA DI PAOLO BIANCHINI IN CUI VIENE SPIEGATO IL PROCESSO BIOCHIMICO DEI CARBOIDRATI FARINACEI ASSUNTI LA MATTINA https://www.today.it/benessere/alimentazione/carboidrati-dieta-intermittenza.html

Disturbi dei primi giorni

Questo è un argomento abbastanza complesso per cui chi volesse approfondire è invitato alla lezione di nutrizione consapevole, grazie.

Si, è fortemente raccomandato perchè ti spieghiamo tutto.

PROSSIMA LEZIONE VENERDI’ 5 APRILE ORE 20.30. 

Clicchi sul link per tutte le info https://www.metodobianchini.it/nutrizione-consapevole/

Sfatiamo questo grande mito!

Se pensi ad esempio di riempirti di arance per il loro contenuto di vit. C sappi che ti stai anche riempiendo di zuccheri!

Stando a quasi tutte le tabelle nutrizionali al mondo, con l’unica eccezione di quelle del governo australiano, la carne rossa non avrebbe alcun contenuto di vitamina C.

La cosa è falsa, come dimostrato dalle analisi australiane e di molti laboratori indipendenti, ma non viene corretta.

La carne di manzo ha circa 1-3 mg di vitamina C per 100 g, il che significa che mangiare mezzo kg di bistecca più o meno soddisfa il fabbisogno minimo giornaliero di un uomo, che è intorno a 10 mg.

Questo è il motivo per cui cacciare un orso e mangiarne la carne ha sempre curato i marinai delle spedizioni artiche dallo scorbuto, non serve la frutta se hai carne fresca.

Ma mangiare cibi grassi non alza il colesterolo…??!? Il mio medico mi ha sempre detto di si!!!

MI SONO DILUNGATO MA E’ FONDAMENTALE FARE CHIAREZZA E CONOSCERE LA VERITA’.

 

1° PUNTO:

E’ praticamente impossibile ridurre o alzare il colesterolo attraverso il cibo perchè il colesterolo dipende da altro! 

Quello che va assolutamente compreso è che il colesterolo ha un’importanza vitale per il cervello, infatti non saremo in grado di pensare e ragionare normalmente senza di esso. E’ talmente importante che tutte le cellule sono in grado di produrne autonomamente: di fatto ogni giorno ne produciamo da tre a cinque volte in più rispetto a quanto ne arriva con la dieta. Il paradosso è che se la nostra dieta non ne fornisce a sufficienza allora la produzione aumenta (endogena), se invece si aumentano i grassi saturi essa diminuisce. Ecco perché è difficile ridurne e controllarne il livello ematico regolando l’alimentazione.

La prima osservazione è che con il cibo apportiamo appena un 10% del colesterolo totale e il restante 90% è autoprodotto per via endogena.
Il suo ruolo è preziosissimo per il funzionamento dell’organismo non solo organico ma anche sociale e comportamentale.

Fondamentale perché:

  • è un componente essenziale della membrana cellulare di tutte le cellule;
  • regola lo scambio di sostanze messaggere tramite la membrana cellulare;
  • è coinvolto nella crescita e nella divisione cellulare;
  • è la sostanza base per la sintesi di numerosi ormoni (aldosterone, cortisolo, testosterone, estradiolo, ecc.);
  • è essenziale per lo sviluppo embrionale;
  • è prodotto nel fegato e impiegato per produrre la bile;
  • si trova in grande abbondanza nel cervello, nel sistema nervoso, nelle ghiandole surrenali e nella pelle.

 

2° PUNTO: CARBOIDRATI E COLESTEROLO

I carboidrati infiammano le arterie danneggiandole, il colesterolo è richiesto dal corpo per riparare la parte dell’arteria danneggiata. Quindi non sono i grassi a “richiamare” colesterolo ma la pasta al pomodoro che vi siete mangiati fino ad oggi tutti i giorni a pranzo e la frutta che avete mangiato come spuntino “innocuo e salutare” a metà mattina e pomeriggio.

 

3° PUNTO: SENSO BIOLOGICO DEL COLESTEROLO 

Si può affermare che tutta la vita sociale umana è mossa da due “frequenze”: estrogeno e testosterone (femminile e maschile). Questi due ormoni regolano la socialità dando una percezione della vita e una reazione alla stessa molto diversa, a seconda che il cervello legga meglio l’uno o l’altro.

La statina, il farmaco più usato per ridurre il colesterolo, interviene nella sintesi del colesterolo bloccandone la produzione a livello di fegato.
Siamo sicuri che questo freno chimico non abbia ripercussioni nella vita sociale dell’uomo? In fin dei conti il colesterolo è il precursore dei più importanti ormoni umani.

 

4° PUNTO: NESSUNO TESTA IL COLESTEROLO LDL

Vi sorprenderà sapere che il valore del colesterolo LDL nei vostri esami del sangue non è reale, l’LDL non viene infatti generalmente testato perché è un esame complesso, tanto che negli USA solo due laboratori sono in grado di effettuarlo.

Ma come, direte, allora ci prendono in giro? Beh, dovreste averlo capito a questo punto…

Vediamo dunque a cosa si riferisce quel valore LDL sui vostri esami, usato per prescrivervi farmaci come le statine.

È un valore calcolato con una formula che è approssimativa nel migliore dei casi e che dà valori completamente errati in molti altri.

Ad esempio, se non siete a digiuno da almeno 14 ore, quella formula sparerà valori a casaccio.

Se i trigliceridi sono alti, questa formula non funziona per nulla ( e vi ricordo che i trigliceridi si riducono facilmente con il cibo)

Insomma, su un valore quasi del tutto estratto a caso, viene basata una diagnosi per la quale vengono prescritti farmaci con serissimi effetti collaterali.

 

5° PUNTO: CAC E STATINE

Mi sono fatto un’idea precisa dei motivi per cui molti sono estremamente restii a prescrivervi un CAC, ovvero l’unico esame che può darvi una chiara indicazione sul vostro rischio di avere un evento cardiovascolare.

Le statine, il farmaco più redditizio per l’industria farmaceutica fanno aumentare in modo sostanziale la calcificazione arteriosa, ovvero ottengono esattamente l’effetto opposto a quello per cui vengono prescritte, ed il CAC misura esattamente la calcificazione arteriosa.

Se un paziente si fa una CAC ed ha ad esempio un risultato di 50, e dopo un anno di statine se ne fa un’altra e vede che il risultato è 80, ovvio che anche ai più ignoranti potrebbero venire dubbi sull’efficacia di quei farmaci, soprattutto se nel frattempo sono cominciati ad arrivare anche i pesanti effetti collaterali.  Informatevi voi stessi………….

 

6° PUNTO:  GRASSI SATURI E LIVELLI DI TESTOSTERONE

Il testosterone è un ormone importantissimo per la salute di uomini e donne (sì, anche donne), la cui produzione raggiunge il picco a circa vent’anni per poi calare costantemente invecchiando.

Bassi livelli di questo ormone causano affaticamento, depressione, calo  della libido, problemi erettivi e perdita di massa muscolare, aumento del grasso e – soprattutto nelle donne – rischio di anemia.

Per mantenere ottimali livelli di testosterone occorre fare esercizio fisico intenso, soprattutto con pesi, avere una buona igiene del sonno, cercare di evitare conservanti ed additivi nei cibi commerciali che spesso hanno un effetto deprimente su questo ormone, ridurre il consumo di alcool, soprattutto birra (estrogenica), ma soprattutto mangiare cibo non processato e ricco di grassi saturi e colesterolo.

Che è esattamente il contrario di quanto raccomandato dal servizio sanitario.

Il testosterone, come altri ormoni sessuali, è infatti prodotto nel nostro organismo a partire dal colesterolo, ed anche se noi esseri umani siamo in grado di produrre colesterolo, tanto che buona parte di quello necessario al sostentamento delle funzioni quotidiane è prodotto dal nostro organismo anche senza mangiare grassi saturi, si tratta di un processo particolarmente dispendioso dal punto di vista fisiologico.

Un’altra ragione per mantenere ottimali livelli di colesterolo è per ridurre quelli dell’SHBG (Sex Hormone Binding Globuline), una molecola che si lega al testosterone rendendolo non disponibile al nostro organismo. Il colesterolo contribuisce a ridurre l’SHBG, il che significa più testosterone libero, che è quello utilizzabile.

Non è un caso quindi che in letteratura sono stati descritti moltissimi casi di impotenza insorta dopo l’utilizzo delle statine.

 

7° PUNTO:

La formula chimica del colesterolo è C27H46O, quando qualcuno vi parla di colesterolo buono e colesterolo cattivo, chiedetegli di indicarvi la formula di entrambi………………….esiste?

 

8° PUNTO: UN PO’ DI STORIA, DA QUI PARTE LA FREGATURA

Tutto ebbe inizio a metà del secolo scorso, quando venne condotto lo Studio Framingham (1948), il più grande ed articolato studio epidemiologico di popolazione in ambito di rischio cardiovascolare mai realizzato. Lo studio avrebbe scoperto la relazione tra colesterolo elevato e rischio di infarto e ictus: ogni incremento dell’1% della colesterolemia è associato ad un aumento di incidenza di cardiopatia ischemica del 2-3%. Questi dati non dicono molto, ma forse con un esempio la follia sarà più evidente.

Se una persona dovesse vedere il proprio colesterolo totale aumentare da 180 mg/dL a 250 mg/dL (aumento del 40%), significa che avrebbe un aumento dell’incidenza di cardiopatia del 120% (40%x3): insomma un morto che cammina!

In realtà lo studio mostrò che non c’è nessuna significativa differenza nel rischio cardiovascolare fra individui i cui livelli di colesterolo variano da 204 a 294 mg/dL.

L’altro famosissimo Studio che diede il colpo di grazia al colesterolo avvenne dopo qualche anno – nel 1953 – per opera del dottor Ancel Keys, il quale pubblicò il lavoro che sarebbe diventato il mito fondante della teoria sul colesterolo. Nello studio Keys inserì un diagramma basato sui dati di 6 diversi paesi del mondo in cui era riscontrabile una relazione evidente tra consumo di grassi e mortalità per cardiopatie coronariche.

Peccato che il diagramma presentato sia errato: Keys prese in considerazione i dati provenienti da soli 6 paesi del mondo pur avendo a disposizione i dati di 22 paesi. Il motivo è presto detto: se avesse utilizzato i dati completi il rapporto tra consumo di grassi e morte sarebbe stato inesistente!
Da quel momento in poi miliardi di persone sono state intossicate dall’abuso di farmaci.

La correlazione tra grassi e morte era stata purtroppo gettata, ma il mondo dovette attendere qualche decennio prima che l’Industria farmaceutica sfornasse qualcosa di utile per abbassare questo pericolosissimo grasso: il primo farmaco a livello mondiale venne brevettato nel 1987: la Lovastatina.

(Y.Rong et al., Egg consumption and risk of coronary heart disease and stroke: dose-response meta-analysis of prospective cohort studies, in British Medical Journal, 346, 2013, e8539)

 

A VOI LE CONCLUSIONI.

Venga alla prossima lezione di nutrizione consapevole, in sole 2 ore spieghiamo tutta la verità sui cibi.

I molluschi sono pesci che hanno un effetto neutro, ovvero non sono nè dimagranti nè ingrassanti. Per questo motivo nella fase dimagrante vanno evitati.

Questo è solo un grande condizionamento dettato da una forte dipendenza dagli zuccheri e dalla “cultura” alimentare errata che dilaga al giorno d’oggi nella nostra società.

Si pensa che mangiando zuccheri ci si possa sentire più felici…cosa non fu più sbagliata!

Tutto dipende da un preciso meccanismo biochimico e cercherò di spiegartelo in maniera molto semplice.

Ci sono alcuni alimenti che contengono un aminoacido essenziale che si chiama Triptofano (5.HTP), il triptofano è il precursore della serotonina, l’ormone del benessere! I principali antidepressivi sono serotoninergici.

Vuoi sapere quali sono i cibi che contengono maggiormente Triptofano? Non crederai ai tuoi occhi! Te li ho riassunti in questa tabella che ti puoi stampare e appendere sul frigo ogni volta che sarai triste e vorrai mangiarti uno snack dolce……come vedi non è presente nessun cibo zuccherino….basta farvi fregare perchè la vostra salute non ha prezzo!….medidate gente, meditate!

La rivista StarBene tempo fa mi ha dedicato la copertina e scritto un articolo proprio sulla dieta della felicità… https://www.starbene.it/alimentazione/diete/metodo-bianchini-dieta-felicita-menu-ricette/

 

Lo yogurt permette di assumere le proteine di qualità e gli altri nutrienti presenti nel latte con una migliore digeribilità. La fermentazione è infatti una sorta di pre-digestione del lattosio, che viene convertito per il 30-40% in galattosio, glucosio e acido lattico.

 

Per ulteriori chiarimenti vai alla domanda specifica sul latte.

Se nel tuo menu è presente la pasta o il riso a colazione non devi mettere il sale in acqua di cottura.

L’amido, derivante dagli alimenti come pasta e riso, viene convertito in glucosio. Il glucosio viene assorbito ad opera di una proteina carrier, un trasportatore che utilizza come propellente il cloruro di sodio (ovvero il sale!). Di conseguenza, una maggiore presenza di sodio equivale a maggiore assorbimento di glucosio, con l’effetto di generare un repentino aumento dei valori di glicemia e indurre il rilascio di molta insulina, ormone deputato alla liposintesi (ovvero ingrassamento!).

Quindi…il sale va usato solo sulle proteine (carne, pesce, uova) e mai sui carboidrati (verdure, pasta, riso).

 

Al giorno d’oggi ancora molti dicono di bere latte per evitare l’osteoporosi o comunque per aumentare la quantità di calcio del loro organismo.

Ciò poteva essere corretto in passato, quando l’alimentazione era povera di proteine animali e il latte vaccino era sano, ma oggi, a causa dell’inquinamento, delle piogge acide e dei mangimi chimici è vero l’opposto e cioè che l’assunzione di latte causa perdita di calcio dall’osso.

Che il latte contenga effettivamente molto calcio e che questo sia utile per l’osso è indubbio, ma è altrettanto indubbio che gli studi scientifici non documentino una riduzione del rischio di fratture ossee proporzionale al consumo di latte. Purtroppo, però, i risultati degli studi scientifici che non sono “utili” a chi deve vendere un prodotto, non vengono fatti conoscere né ai medici né alle persone, perché troppo spesso non vengono diffusi dai media e pertanto non raggiungono una copertura sufficiente per rimuovere i pregiudizi radicati nella mente di chi non si tiene costantemente aggiornato sugli sviluppi della ricerca.

Per quanto riguarda gli adolescenti, uno studio prospettico dell’Università di Harvard ha dichiarato che per ogni bicchiere di latte consumato quotidianamente fra i 13 e i 18 anni il rischio di fratture dell’anca in età adulta non diminuisce nelle femmine e addirittura aumenta significativamente del 9% nei maschi.

Perché il latte fa male?

Il latte attuale è un alimento che aumenta l’acidità generale dell’organismo (analogamente a quello che fanno i cibi industriali, i farmaci e qualsiasi sostanza chimica estranea al nostro corpo) e dato che il nostro organismo non lavora bene in ambiente acido (l’acidosi altera il funzionamento delle nostre reazioni enzimatiche), per contrastare questa acidità richiama sali di calcio dall’osso, demineralizzando quindi quest’ultimo e predisponendolo a possibili fratture future.

Qual è il latte peggiore?

Il latte di mucca è sicuramente il peggiore, mentre quelli di pecora e di capra, se gli animali sono stati allevati biologicamente, hanno una composizione più salutare di quello di mucca e quindi sono più accettabili anche se dobbiamo ricordare che le pecore e le capre, allevate biologicamente, mangiano molta erba inquinata perché bagnata dalle piogge acide (ricche di sostanze chimiche cancerogene a causa dell’inquinamento ambientale).

E’ bene aggiornare continuamente le nostre conoscenze alimentari, perché ciò che andava bene 40-50 anni fa non è assolutamente detto che vada bene anche oggi. 

Inoltre, dato che il Ministero Statunitense dell’Agricoltura (USDA) consiglia a tutti gli americani (dai bambini agli adulti, gravide comprese) di bere 3 o più di 4 bicchieri di latte al giorno e poiché sappiamo che l’USDA non è indipendente da forti pressioni industriali, consiglio anche di vagliare attentamente tutte le informazioni che ci giungono e di controllare sempre che siano prive di conflitti di interesse dichiarati o politicamente sospetti.

Per concludere il discorso sull’utilità del latte, sconsiglio vivamente di berlo:

  • ai “piccoli” perché sono troppo piccoli e deboli a livello immunitario e a livello di sviluppo biologico per difendersi dai danni del latte
  • ai “grandi” perché sono troppo grandi per fare ancora i piccoli e aver bisogno di essere allattati da un alimento tossico che, tra l’altro, non appartiene alla nostra specie.

 

PROTEINE, GRASSI E CARBOIDRATI.

Se una persona smettesse di mangiare proteine, probabilmente morirebbe in qualche mese.

 

Se smettesse di mangiare grassi, morirebbe molto prima.

 

Ma se smettesse di mangiare carboidrati sfavorevoli come farinacei e dolciumi ad orari errati, sarebbe a posto per tutta la vita ed anzi sarebbe più in salute e con meno malattie degenerative.

MetodoBianchini è rivoluzionario perchè ti dà la possibilità di essere felice mangiando anche i carboidrati sfavorevoli ma al giusto orario biologico (colazione) permettendo di soddisfare il palato e il cervello, dimagrire e migliorare il benessere!

Cosa vuoi di più dalla vita?

LEGGI ARTICOLO DI PAOLO BIANCHINI SULLA RIVISTA STARBENEO IODONNA

 

L’ aceto è un liquido stimolatore di Gastrina, ormone secreto dall’apparato gastrointestinale, che stimola la secrezione dell’ormone chiamato Insulina che a sua volta genera la liposintesi (ingrassamento).

E’ LO STESSO MOTIVO PER CUI NEL PRIMO MESE NON SI POSSONO BERE ALCOLICI.

Vi rispondo con una domanda fatta al Prof. Richard Bernstein, il più noto esperto mondiale di diabete tipo 1: “una dieta ad alte proteine è pericolosa per i reni se il tuo A1c* è vicino al 6%?”

Risposta del prof: “è l’A1c vicino al 6% ad essere un pericolo per i tuoi reni, non una dieta ad alte proteine”.

Il fatto che questa ovvietà, dimostrata da innumerevoli studi scientifici nell’arco di decenni, debba essere ribadita è un segno di come la medicina sia diventata il braccio armato dell’industria farmaceutica ed alimentare, che hanno nelle diete biochimiche il loro principale nemico.

*L’emoglobina A1c è, tra le componenti dell’emoglobina A (la più abbondante forma di emoglobina presente nei globuli rossi dell’adulto, circa il 98%), quella che si complessa più facilmente con il glucosio.


Non è idonea un’alimentazione povera di proteine ricordandosi sempre che carboidrati, proteine e grassi (ovvero i 3 macronutrienti fondamentali) vanno sempre introdotti nelle giuste proporzioni.

Proteine è un termine derivato dalla parola greca proteios che significa primario, di prima qualità. E, in effetti, le proteine sono, fra le diverse sostanze nutritive, quelle che data la loro struttura chimica, svolgono funzioni di prima qualità. Nella loro molecola, infatti, oltre a carbonio, idrogeno e ossigeno, contengono azoto. Ed è appunto all’azoto che si deve la capacità, propria ed esclusiva delle proteine, di rigenerare le cellule e tessuti e favorire la crescita. Se questa rappresenta la loro principale funzione non va dimenticato che le proteine possono fornire anche energia.

SFATIAMO ANCHE UN ALTRO MITO…QUELLO DELL’ACIDO URICO! Non sono le proteine ad aumentare l’acido urico ma sono gli zuccheri contenenti in alimenti come pasta, pane, riso e frutta che si convertono in acido urico!

Se vuole venga alla prossima lezione di nutrizione consapevole per chiarirsi definitivamente le idee.

Sono gli zuccheri e i carboidrati sfavorevoli ad “appesantire” il fegato. Non c’è altro da aggiungere…

Venga alla prossima lezione di nutrizione consapevole, in sole 2 ore spieghiamo tutta la verità sui cibi.

 

Se nel menu non sono ancora stati inseriti c’è evidentemente un motivo e potranno essere inseriti (con intelligenza) più avanti.

I legumi a livello nutrizionale sono carboidrati perchè sono ricchi di amido e quindi ingrassanti.

E’ vero che i legumi contengono anche delle proteine, ma queste proteine sono associate ad ampie quantità di carboidrati, ed oltretutto sono quasi sempre incomplete, ovvero carenti di aminoacidi essenziali e quindi non conteggiabili ai fini della quota proteica giornaliera.

Non tutti i legumi sono ovviamente uguali: i piselli hanno un contenuto di zuccheri più basso di molti altri, le lenticchie sono usatissime dai vegani per l’alto contenuto proteico.

Prendiamo i ceci, che hanno un contenuto in proteine biodisponibili di circa 13 g su 100 g di prodotto. Ottima quantità, ma viene insieme a 44 g di zuccheri.

100 g di uova hanno la stessa quantità di proteine, ma con un profilo aminoacidico molto migliore, e solo 1 g di zuccheri.

Inoltre per mangiare appena 26 g di proteine bisognerebbe mangiare 200 g di ceci (pesati a crudo) che sono una enorme quantità, con anche una gran quantità di fibra, mentre le stesse proteine si ricavano da 4 uova, facili da mangiare e digerire.

Ma il problema principale è che molti dei nutrienti contenuti nei legumi non sono disponibili per la biologia umana, i minerali ad esempio non vengono assorbiti quasi per nulla per via della difficoltà di digestione (che causa gonfiore, flatulenza e dolori di stomaco), del resto non siamo vacche con stomaci disegnati per fermentare quelle fibre.

Un altro problema è l’alto contenuto di lectine ed acido fitico, degli anti nutrienti che possono danneggiare il rivestimento intestinale e soprattutto impedire alle nostre difese naturali di ripararlo, causando o esacerbando malattie autoimmuni. Cuocere i legumi a lungo dopo averli ammollati per 24 ore riduce il contenuto di lectine in modo importante, ma lascia comunque troppo acido fitico.

Gli enzimi salivari (amilasi) degradano l’amido trasformandolo in glucosio, aumentando di conseguenza la glicemia con produzione di insulina.  Ricordo che l’eccesso di glucosio è responsabile di quasi tutte le patologie https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/corretta-informazione/lo-zucchero-favorisce-la-crescita-dei-tumori

Tagli di carne con l’osso o pesce con le lische sono alimenti che non contengono carboidrati o, se presenti, non superano il 4% e contengono aminoacidi favorevoli al dimagrimento.

Praticare una regolare attività fisica fa certamente bene alla salute ed è consigliato dall’OMS ma ai fini del metodo non è necessaria perchè praticare sport può inibire il dimagrimento.

Vi spiego perché: durante l’attività fisica di intensità medio – alta il muscolo produce acido lattico, questo viene riversato nel sangue e trasportato nel fegato dove viene riconvertito in glucosio e riportato all’interno del muscolo. Questo glucosio in eccesso ovviamente passa nel pancreas dove secerne la secrezione di insulina che, a sua volta, inibisce la β-ossidazione ovvero quegli enzimi deputati al dimagrimento. Un processo fisiologico/biochimico semplicissimo ma che tutti (purtroppo) ignorano!

Come testimoniano i grandi medici dell’antichità, Ippocrate e Galeno, un corretto equilibrio alimentare è più importante di fare esercizio fisico.

Una volta raggiunto il dimagrimento desiderato si può  chiaramente svolgere regolare attività fisica.

LEGGI ARTICOLO DI PAOLO BIANCHINI SULLA GAZZETTA DELLO SPORT

Gli spaghetti cotti al dente (massimo 5 minuti) hanno un indice glicemico basso (40), meno di pasta corta, ravioli o lasagne e meno dimolti frutti!. Questo perché il processo di pastificazione che prevede l’estrusione della pasta determina la formazione di una pellicola protettiva, che contribuisce a rallentare la gelatinizzazione degli amidi durante la cottura e quindi la loro digestione.

L’indice glicemico basso determina un minor rilascio di insulina (aumentando di conseguenza il senso di sazietà), promuove l’ossidazione dei grassi e riduce la lipolisi; risulta quindi strategico per il nostro organismo.

SE NEL TUO MENU’ SONO PRESENTI GLI SPAGHETTI A COLAZIONE RICORDATI DI:

  • CUOCERLI AL DENTE
  • NON AGGIUNGERE SALE IN ACQUA DI COTTURA

Questa è una delle domande che mi porgete più di frequente ed è anche una delle peculiarità del mio metodo. Vi darò una spiegazione semplice e soprattutto scientifica perché ci sono dei fondamenti biochimici ben precisi.

Sapete bene che il metodo insegna ad utilizzare tutti gli alimenti, anche quelli vengono normalmente vietati nelle diete, è inutile rinunciare o evitare un cibo quando lo si può mangiare in abbondanza all’orario corretto.

Nella fase dimagrante il primo piatto (precisamente spaghetti o riso), o anche la pizza o il pane, è presente solo a colazione. Al risveglio, tra le 7 e le 8.30, il nostro corpo raggiunge il picco massimo di produzione dell’ormone cortisolo (detto anche ormone dello stress) che tra i molti effetti negativi ne ha uno molto positivo: aiuta a mobilitare i grassi in eccesso. Assumere in questo momento della giornata alimenti potenzialmente ingrassanti come spaghetti o riso in realtà NON INGRASSA, soddisfa il palato e il cervello! Tra l’altro, il nostro organismo, seguendo un preciso ritmo metabolico nelle ore del mattino favorisce la glicolisi (cioè metabolizza meglio il glucosio).

Se dovessimo mangiare spaghetti / riso / pizza / pane a pranzo o cena ingrasseremmo. In sostanza è come assumere un farmaco in un’ora corretta oppure sbagliata,  vi è una netta differenza!

Ovviamente questo “giochino” non funziona con tutti i tipi di carboidrati (biscotti, brioche, corn flakes, fette biscottate, ecc) che contengo anche molti zuccheri aggiunti.

Bisogna solo abituarsi qualche giorno a questo cambiamento ed avere la capacità di evolversi. 

Quando si raggiunge il mantenimento qualsiasi tipo di pasta, riso, pizza, pane, lasagne ecc ecc potrà essere assunta liberamente anche a pranzo o cena un paio di volte alla settimana ma a quel punto sarete diventati già consapevoli…

SE NEL TUO MENU’ SONO PRESENTI SPAGHETTI O RISO A COLAZIONE RICORDATI DI:

  • CUOCERLI AL DENTE
  • NON AGGIUNGERE SALE IN ACQUA DI COTTURA

SE HAI PIACERE LEGGI QUESTA INTERVISTA DI PAOLO BIANCHINI IN CUI VIENE SPIEGATO IL PROCESSO BIOCHIMICO DEI CARBOIDRATI FARINACEI ASSUNTI LA MATTINA https://www.today.it/benessere/alimentazione/carboidrati-dieta-intermittenza.html

DOMANDE INOPPORTUNE

Questo è un argomento abbastanza complesso per cui chi volesse approfondire è invitato alla lezione di nutrizione consapevole, grazie.

Si, è fortemente raccomandato perchè ti spieghiamo tutto.

PROSSIMA LEZIONE VENERDI’ 5 APRILE ORE 20.30. 

Clicchi sul link per tutte le info https://www.metodobianchini.it/nutrizione-consapevole/

Sfatiamo questo grande mito!

Se pensi ad esempio di riempirti di arance per il loro contenuto di vit. C sappi che ti stai anche riempiendo di zuccheri!

Stando a quasi tutte le tabelle nutrizionali al mondo, con l’unica eccezione di quelle del governo australiano, la carne rossa non avrebbe alcun contenuto di vitamina C.

La cosa è falsa, come dimostrato dalle analisi australiane e di molti laboratori indipendenti, ma non viene corretta.

La carne di manzo ha circa 1-3 mg di vitamina C per 100 g, il che significa che mangiare mezzo kg di bistecca più o meno soddisfa il fabbisogno minimo giornaliero di un uomo, che è intorno a 10 mg.

Questo è il motivo per cui cacciare un orso e mangiarne la carne ha sempre curato i marinai delle spedizioni artiche dallo scorbuto, non serve la frutta se hai carne fresca.

Ma mangiare cibi grassi non alza il colesterolo…??!? Il mio medico mi ha sempre detto di si!!!

MI SONO DILUNGATO MA E’ FONDAMENTALE FARE CHIAREZZA E CONOSCERE LA VERITA’.

 

1° PUNTO:

E’ praticamente impossibile ridurre o alzare il colesterolo attraverso il cibo perchè il colesterolo dipende da altro! 

Quello che va assolutamente compreso è che il colesterolo ha un’importanza vitale per il cervello, infatti non saremo in grado di pensare e ragionare normalmente senza di esso. E’ talmente importante che tutte le cellule sono in grado di produrne autonomamente: di fatto ogni giorno ne produciamo da tre a cinque volte in più rispetto a quanto ne arriva con la dieta. Il paradosso è che se la nostra dieta non ne fornisce a sufficienza allora la produzione aumenta (endogena), se invece si aumentano i grassi saturi essa diminuisce. Ecco perché è difficile ridurne e controllarne il livello ematico regolando l’alimentazione.

La prima osservazione è che con il cibo apportiamo appena un 10% del colesterolo totale e il restante 90% è autoprodotto per via endogena.
Il suo ruolo è preziosissimo per il funzionamento dell’organismo non solo organico ma anche sociale e comportamentale.

Fondamentale perché:

  • è un componente essenziale della membrana cellulare di tutte le cellule;
  • regola lo scambio di sostanze messaggere tramite la membrana cellulare;
  • è coinvolto nella crescita e nella divisione cellulare;
  • è la sostanza base per la sintesi di numerosi ormoni (aldosterone, cortisolo, testosterone, estradiolo, ecc.);
  • è essenziale per lo sviluppo embrionale;
  • è prodotto nel fegato e impiegato per produrre la bile;
  • si trova in grande abbondanza nel cervello, nel sistema nervoso, nelle ghiandole surrenali e nella pelle.

 

2° PUNTO: CARBOIDRATI E COLESTEROLO

I carboidrati infiammano le arterie danneggiandole, il colesterolo è richiesto dal corpo per riparare la parte dell’arteria danneggiata. Quindi non sono i grassi a “richiamare” colesterolo ma la pasta al pomodoro che vi siete mangiati fino ad oggi tutti i giorni a pranzo e la frutta che avete mangiato come spuntino “innocuo e salutare” a metà mattina e pomeriggio.

 

3° PUNTO: SENSO BIOLOGICO DEL COLESTEROLO 

Si può affermare che tutta la vita sociale umana è mossa da due “frequenze”: estrogeno e testosterone (femminile e maschile). Questi due ormoni regolano la socialità dando una percezione della vita e una reazione alla stessa molto diversa, a seconda che il cervello legga meglio l’uno o l’altro.

La statina, il farmaco più usato per ridurre il colesterolo, interviene nella sintesi del colesterolo bloccandone la produzione a livello di fegato.
Siamo sicuri che questo freno chimico non abbia ripercussioni nella vita sociale dell’uomo? In fin dei conti il colesterolo è il precursore dei più importanti ormoni umani.

 

4° PUNTO: NESSUNO TESTA IL COLESTEROLO LDL

Vi sorprenderà sapere che il valore del colesterolo LDL nei vostri esami del sangue non è reale, l’LDL non viene infatti generalmente testato perché è un esame complesso, tanto che negli USA solo due laboratori sono in grado di effettuarlo.

Ma come, direte, allora ci prendono in giro? Beh, dovreste averlo capito a questo punto…

Vediamo dunque a cosa si riferisce quel valore LDL sui vostri esami, usato per prescrivervi farmaci come le statine.

È un valore calcolato con una formula che è approssimativa nel migliore dei casi e che dà valori completamente errati in molti altri.

Ad esempio, se non siete a digiuno da almeno 14 ore, quella formula sparerà valori a casaccio.

Se i trigliceridi sono alti, questa formula non funziona per nulla ( e vi ricordo che i trigliceridi si riducono facilmente con il cibo)

Insomma, su un valore quasi del tutto estratto a caso, viene basata una diagnosi per la quale vengono prescritti farmaci con serissimi effetti collaterali.

 

5° PUNTO: CAC E STATINE

Mi sono fatto un’idea precisa dei motivi per cui molti sono estremamente restii a prescrivervi un CAC, ovvero l’unico esame che può darvi una chiara indicazione sul vostro rischio di avere un evento cardiovascolare.

Le statine, il farmaco più redditizio per l’industria farmaceutica fanno aumentare in modo sostanziale la calcificazione arteriosa, ovvero ottengono esattamente l’effetto opposto a quello per cui vengono prescritte, ed il CAC misura esattamente la calcificazione arteriosa.

Se un paziente si fa una CAC ed ha ad esempio un risultato di 50, e dopo un anno di statine se ne fa un’altra e vede che il risultato è 80, ovvio che anche ai più ignoranti potrebbero venire dubbi sull’efficacia di quei farmaci, soprattutto se nel frattempo sono cominciati ad arrivare anche i pesanti effetti collaterali.  Informatevi voi stessi………….

 

6° PUNTO:  GRASSI SATURI E LIVELLI DI TESTOSTERONE

Il testosterone è un ormone importantissimo per la salute di uomini e donne (sì, anche donne), la cui produzione raggiunge il picco a circa vent’anni per poi calare costantemente invecchiando.

Bassi livelli di questo ormone causano affaticamento, depressione, calo  della libido, problemi erettivi e perdita di massa muscolare, aumento del grasso e – soprattutto nelle donne – rischio di anemia.

Per mantenere ottimali livelli di testosterone occorre fare esercizio fisico intenso, soprattutto con pesi, avere una buona igiene del sonno, cercare di evitare conservanti ed additivi nei cibi commerciali che spesso hanno un effetto deprimente su questo ormone, ridurre il consumo di alcool, soprattutto birra (estrogenica), ma soprattutto mangiare cibo non processato e ricco di grassi saturi e colesterolo.

Che è esattamente il contrario di quanto raccomandato dal servizio sanitario.

Il testosterone, come altri ormoni sessuali, è infatti prodotto nel nostro organismo a partire dal colesterolo, ed anche se noi esseri umani siamo in grado di produrre colesterolo, tanto che buona parte di quello necessario al sostentamento delle funzioni quotidiane è prodotto dal nostro organismo anche senza mangiare grassi saturi, si tratta di un processo particolarmente dispendioso dal punto di vista fisiologico.

Un’altra ragione per mantenere ottimali livelli di colesterolo è per ridurre quelli dell’SHBG (Sex Hormone Binding Globuline), una molecola che si lega al testosterone rendendolo non disponibile al nostro organismo. Il colesterolo contribuisce a ridurre l’SHBG, il che significa più testosterone libero, che è quello utilizzabile.

Non è un caso quindi che in letteratura sono stati descritti moltissimi casi di impotenza insorta dopo l’utilizzo delle statine.

 

7° PUNTO:

La formula chimica del colesterolo è C27H46O, quando qualcuno vi parla di colesterolo buono e colesterolo cattivo, chiedetegli di indicarvi la formula di entrambi………………….esiste?

 

8° PUNTO: UN PO’ DI STORIA, DA QUI PARTE LA FREGATURA

Tutto ebbe inizio a metà del secolo scorso, quando venne condotto lo Studio Framingham (1948), il più grande ed articolato studio epidemiologico di popolazione in ambito di rischio cardiovascolare mai realizzato. Lo studio avrebbe scoperto la relazione tra colesterolo elevato e rischio di infarto e ictus: ogni incremento dell’1% della colesterolemia è associato ad un aumento di incidenza di cardiopatia ischemica del 2-3%. Questi dati non dicono molto, ma forse con un esempio la follia sarà più evidente.

Se una persona dovesse vedere il proprio colesterolo totale aumentare da 180 mg/dL a 250 mg/dL (aumento del 40%), significa che avrebbe un aumento dell’incidenza di cardiopatia del 120% (40%x3): insomma un morto che cammina!

In realtà lo studio mostrò che non c’è nessuna significativa differenza nel rischio cardiovascolare fra individui i cui livelli di colesterolo variano da 204 a 294 mg/dL.

L’altro famosissimo Studio che diede il colpo di grazia al colesterolo avvenne dopo qualche anno – nel 1953 – per opera del dottor Ancel Keys, il quale pubblicò il lavoro che sarebbe diventato il mito fondante della teoria sul colesterolo. Nello studio Keys inserì un diagramma basato sui dati di 6 diversi paesi del mondo in cui era riscontrabile una relazione evidente tra consumo di grassi e mortalità per cardiopatie coronariche.

Peccato che il diagramma presentato sia errato: Keys prese in considerazione i dati provenienti da soli 6 paesi del mondo pur avendo a disposizione i dati di 22 paesi. Il motivo è presto detto: se avesse utilizzato i dati completi il rapporto tra consumo di grassi e morte sarebbe stato inesistente!
Da quel momento in poi miliardi di persone sono state intossicate dall’abuso di farmaci.

La correlazione tra grassi e morte era stata purtroppo gettata, ma il mondo dovette attendere qualche decennio prima che l’Industria farmaceutica sfornasse qualcosa di utile per abbassare questo pericolosissimo grasso: il primo farmaco a livello mondiale venne brevettato nel 1987: la Lovastatina.

(Y.Rong et al., Egg consumption and risk of coronary heart disease and stroke: dose-response meta-analysis of prospective cohort studies, in British Medical Journal, 346, 2013, e8539)

 

A VOI LE CONCLUSIONI.

Venga alla prossima lezione di nutrizione consapevole, in sole 2 ore spieghiamo tutta la verità sui cibi.

I molluschi sono pesci che hanno un effetto neutro, ovvero non sono nè dimagranti nè ingrassanti. Per questo motivo nella fase dimagrante vanno evitati.

Questo è solo un grande condizionamento dettato da una forte dipendenza dagli zuccheri e dalla “cultura” alimentare errata che dilaga al giorno d’oggi nella nostra società.

Si pensa che mangiando zuccheri ci si possa sentire più felici…cosa non fu più sbagliata!

Tutto dipende da un preciso meccanismo biochimico e cercherò di spiegartelo in maniera molto semplice.

Ci sono alcuni alimenti che contengono un aminoacido essenziale che si chiama Triptofano (5.HTP), il triptofano è il precursore della serotonina, l’ormone del benessere! I principali antidepressivi sono serotoninergici.

Vuoi sapere quali sono i cibi che contengono maggiormente Triptofano? Non crederai ai tuoi occhi! Te li ho riassunti in questa tabella che ti puoi stampare e appendere sul frigo ogni volta che sarai triste e vorrai mangiarti uno snack dolce……come vedi non è presente nessun cibo zuccherino….basta farvi fregare perchè la vostra salute non ha prezzo!….medidate gente, meditate!

La rivista StarBene tempo fa mi ha dedicato la copertina e scritto un articolo proprio sulla dieta della felicità… https://www.starbene.it/alimentazione/diete/metodo-bianchini-dieta-felicita-menu-ricette/

 

Lo yogurt permette di assumere le proteine di qualità e gli altri nutrienti presenti nel latte con una migliore digeribilità. La fermentazione è infatti una sorta di pre-digestione del lattosio, che viene convertito per il 30-40% in galattosio, glucosio e acido lattico.

 

Per ulteriori chiarimenti vai alla domanda specifica sul latte.

Se nel tuo menu è presente la pasta o il riso a colazione non devi mettere il sale in acqua di cottura.

L’amido, derivante dagli alimenti come pasta e riso, viene convertito in glucosio. Il glucosio viene assorbito ad opera di una proteina carrier, un trasportatore che utilizza come propellente il cloruro di sodio (ovvero il sale!). Di conseguenza, una maggiore presenza di sodio equivale a maggiore assorbimento di glucosio, con l’effetto di generare un repentino aumento dei valori di glicemia e indurre il rilascio di molta insulina, ormone deputato alla liposintesi (ovvero ingrassamento!).

Quindi…il sale va usato solo sulle proteine (carne, pesce, uova) e mai sui carboidrati (verdure, pasta, riso).

 

Al giorno d’oggi ancora molti dicono di bere latte per evitare l’osteoporosi o comunque per aumentare la quantità di calcio del loro organismo.

Ciò poteva essere corretto in passato, quando l’alimentazione era povera di proteine animali e il latte vaccino era sano, ma oggi, a causa dell’inquinamento, delle piogge acide e dei mangimi chimici è vero l’opposto e cioè che l’assunzione di latte causa perdita di calcio dall’osso.

Che il latte contenga effettivamente molto calcio e che questo sia utile per l’osso è indubbio, ma è altrettanto indubbio che gli studi scientifici non documentino una riduzione del rischio di fratture ossee proporzionale al consumo di latte. Purtroppo, però, i risultati degli studi scientifici che non sono “utili” a chi deve vendere un prodotto, non vengono fatti conoscere né ai medici né alle persone, perché troppo spesso non vengono diffusi dai media e pertanto non raggiungono una copertura sufficiente per rimuovere i pregiudizi radicati nella mente di chi non si tiene costantemente aggiornato sugli sviluppi della ricerca.

Per quanto riguarda gli adolescenti, uno studio prospettico dell’Università di Harvard ha dichiarato che per ogni bicchiere di latte consumato quotidianamente fra i 13 e i 18 anni il rischio di fratture dell’anca in età adulta non diminuisce nelle femmine e addirittura aumenta significativamente del 9% nei maschi.

Perché il latte fa male?

Il latte attuale è un alimento che aumenta l’acidità generale dell’organismo (analogamente a quello che fanno i cibi industriali, i farmaci e qualsiasi sostanza chimica estranea al nostro corpo) e dato che il nostro organismo non lavora bene in ambiente acido (l’acidosi altera il funzionamento delle nostre reazioni enzimatiche), per contrastare questa acidità richiama sali di calcio dall’osso, demineralizzando quindi quest’ultimo e predisponendolo a possibili fratture future.

Qual è il latte peggiore?

Il latte di mucca è sicuramente il peggiore, mentre quelli di pecora e di capra, se gli animali sono stati allevati biologicamente, hanno una composizione più salutare di quello di mucca e quindi sono più accettabili anche se dobbiamo ricordare che le pecore e le capre, allevate biologicamente, mangiano molta erba inquinata perché bagnata dalle piogge acide (ricche di sostanze chimiche cancerogene a causa dell’inquinamento ambientale).

E’ bene aggiornare continuamente le nostre conoscenze alimentari, perché ciò che andava bene 40-50 anni fa non è assolutamente detto che vada bene anche oggi. 

Inoltre, dato che il Ministero Statunitense dell’Agricoltura (USDA) consiglia a tutti gli americani (dai bambini agli adulti, gravide comprese) di bere 3 o più di 4 bicchieri di latte al giorno e poiché sappiamo che l’USDA non è indipendente da forti pressioni industriali, consiglio anche di vagliare attentamente tutte le informazioni che ci giungono e di controllare sempre che siano prive di conflitti di interesse dichiarati o politicamente sospetti.

Per concludere il discorso sull’utilità del latte, sconsiglio vivamente di berlo:

  • ai “piccoli” perché sono troppo piccoli e deboli a livello immunitario e a livello di sviluppo biologico per difendersi dai danni del latte
  • ai “grandi” perché sono troppo grandi per fare ancora i piccoli e aver bisogno di essere allattati da un alimento tossico che, tra l’altro, non appartiene alla nostra specie.

 

PROTEINE, GRASSI E CARBOIDRATI.

Se una persona smettesse di mangiare proteine, probabilmente morirebbe in qualche mese.

 

Se smettesse di mangiare grassi, morirebbe molto prima.

 

Ma se smettesse di mangiare carboidrati sfavorevoli come farinacei e dolciumi ad orari errati, sarebbe a posto per tutta la vita ed anzi sarebbe più in salute e con meno malattie degenerative.

MetodoBianchini è rivoluzionario perchè ti dà la possibilità di essere felice mangiando anche i carboidrati sfavorevoli ma al giusto orario biologico (colazione) permettendo di soddisfare il palato e il cervello, dimagrire e migliorare il benessere!

Cosa vuoi di più dalla vita?

LEGGI ARTICOLO DI PAOLO BIANCHINI SULLA RIVISTA STARBENEO IODONNA

 

L’ aceto è un liquido stimolatore di Gastrina, ormone secreto dall’apparato gastrointestinale, che stimola la secrezione dell’ormone chiamato Insulina che a sua volta genera la liposintesi (ingrassamento).

E’ LO STESSO MOTIVO PER CUI NEL PRIMO MESE NON SI POSSONO BERE ALCOLICI.

Vi rispondo con una domanda fatta al Prof. Richard Bernstein, il più noto esperto mondiale di diabete tipo 1: “una dieta ad alte proteine è pericolosa per i reni se il tuo A1c* è vicino al 6%?”

Risposta del prof: “è l’A1c vicino al 6% ad essere un pericolo per i tuoi reni, non una dieta ad alte proteine”.

Il fatto che questa ovvietà, dimostrata da innumerevoli studi scientifici nell’arco di decenni, debba essere ribadita è un segno di come la medicina sia diventata il braccio armato dell’industria farmaceutica ed alimentare, che hanno nelle diete biochimiche il loro principale nemico.

*L’emoglobina A1c è, tra le componenti dell’emoglobina A (la più abbondante forma di emoglobina presente nei globuli rossi dell’adulto, circa il 98%), quella che si complessa più facilmente con il glucosio.


Non è idonea un’alimentazione povera di proteine ricordandosi sempre che carboidrati, proteine e grassi (ovvero i 3 macronutrienti fondamentali) vanno sempre introdotti nelle giuste proporzioni.

Proteine è un termine derivato dalla parola greca proteios che significa primario, di prima qualità. E, in effetti, le proteine sono, fra le diverse sostanze nutritive, quelle che data la loro struttura chimica, svolgono funzioni di prima qualità. Nella loro molecola, infatti, oltre a carbonio, idrogeno e ossigeno, contengono azoto. Ed è appunto all’azoto che si deve la capacità, propria ed esclusiva delle proteine, di rigenerare le cellule e tessuti e favorire la crescita. Se questa rappresenta la loro principale funzione non va dimenticato che le proteine possono fornire anche energia.

SFATIAMO ANCHE UN ALTRO MITO…QUELLO DELL’ACIDO URICO! Non sono le proteine ad aumentare l’acido urico ma sono gli zuccheri contenenti in alimenti come pasta, pane, riso e frutta che si convertono in acido urico!

Se vuole venga alla prossima lezione di nutrizione consapevole per chiarirsi definitivamente le idee.

Sono gli zuccheri e i carboidrati sfavorevoli ad “appesantire” il fegato. Non c’è altro da aggiungere…

Venga alla prossima lezione di nutrizione consapevole, in sole 2 ore spieghiamo tutta la verità sui cibi.

 

Se nel menu non sono ancora stati inseriti c’è evidentemente un motivo e potranno essere inseriti (con intelligenza) più avanti.

I legumi a livello nutrizionale sono carboidrati perchè sono ricchi di amido e quindi ingrassanti.

E’ vero che i legumi contengono anche delle proteine, ma queste proteine sono associate ad ampie quantità di carboidrati, ed oltretutto sono quasi sempre incomplete, ovvero carenti di aminoacidi essenziali e quindi non conteggiabili ai fini della quota proteica giornaliera.

Non tutti i legumi sono ovviamente uguali: i piselli hanno un contenuto di zuccheri più basso di molti altri, le lenticchie sono usatissime dai vegani per l’alto contenuto proteico.

Prendiamo i ceci, che hanno un contenuto in proteine biodisponibili di circa 13 g su 100 g di prodotto. Ottima quantità, ma viene insieme a 44 g di zuccheri.

100 g di uova hanno la stessa quantità di proteine, ma con un profilo aminoacidico molto migliore, e solo 1 g di zuccheri.

Inoltre per mangiare appena 26 g di proteine bisognerebbe mangiare 200 g di ceci (pesati a crudo) che sono una enorme quantità, con anche una gran quantità di fibra, mentre le stesse proteine si ricavano da 4 uova, facili da mangiare e digerire.

Ma il problema principale è che molti dei nutrienti contenuti nei legumi non sono disponibili per la biologia umana, i minerali ad esempio non vengono assorbiti quasi per nulla per via della difficoltà di digestione (che causa gonfiore, flatulenza e dolori di stomaco), del resto non siamo vacche con stomaci disegnati per fermentare quelle fibre.

Un altro problema è l’alto contenuto di lectine ed acido fitico, degli anti nutrienti che possono danneggiare il rivestimento intestinale e soprattutto impedire alle nostre difese naturali di ripararlo, causando o esacerbando malattie autoimmuni. Cuocere i legumi a lungo dopo averli ammollati per 24 ore riduce il contenuto di lectine in modo importante, ma lascia comunque troppo acido fitico.

Gli enzimi salivari (amilasi) degradano l’amido trasformandolo in glucosio, aumentando di conseguenza la glicemia con produzione di insulina.  Ricordo che l’eccesso di glucosio è responsabile di quasi tutte le patologie https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/corretta-informazione/lo-zucchero-favorisce-la-crescita-dei-tumori

Tagli di carne con l’osso o pesce con le lische sono alimenti che non contengono carboidrati o, se presenti, non superano il 4% e contengono aminoacidi favorevoli al dimagrimento.

Praticare una regolare attività fisica fa certamente bene alla salute ed è consigliato dall’OMS ma ai fini del metodo non è necessaria perchè praticare sport può inibire il dimagrimento.

Vi spiego perché: durante l’attività fisica di intensità medio – alta il muscolo produce acido lattico, questo viene riversato nel sangue e trasportato nel fegato dove viene riconvertito in glucosio e riportato all’interno del muscolo. Questo glucosio in eccesso ovviamente passa nel pancreas dove secerne la secrezione di insulina che, a sua volta, inibisce la β-ossidazione ovvero quegli enzimi deputati al dimagrimento. Un processo fisiologico/biochimico semplicissimo ma che tutti (purtroppo) ignorano!

Come testimoniano i grandi medici dell’antichità, Ippocrate e Galeno, un corretto equilibrio alimentare è più importante di fare esercizio fisico.

Una volta raggiunto il dimagrimento desiderato si può  chiaramente svolgere regolare attività fisica.

LEGGI ARTICOLO DI PAOLO BIANCHINI SULLA GAZZETTA DELLO SPORT

Gli spaghetti cotti al dente (massimo 5 minuti) hanno un indice glicemico basso (40), meno di pasta corta, ravioli o lasagne e meno dimolti frutti!. Questo perché il processo di pastificazione che prevede l’estrusione della pasta determina la formazione di una pellicola protettiva, che contribuisce a rallentare la gelatinizzazione degli amidi durante la cottura e quindi la loro digestione.

L’indice glicemico basso determina un minor rilascio di insulina (aumentando di conseguenza il senso di sazietà), promuove l’ossidazione dei grassi e riduce la lipolisi; risulta quindi strategico per il nostro organismo.

SE NEL TUO MENU’ SONO PRESENTI GLI SPAGHETTI A COLAZIONE RICORDATI DI:

  • CUOCERLI AL DENTE
  • NON AGGIUNGERE SALE IN ACQUA DI COTTURA

Questa è una delle domande che mi porgete più di frequente ed è anche una delle peculiarità del mio metodo. Vi darò una spiegazione semplice e soprattutto scientifica perché ci sono dei fondamenti biochimici ben precisi.

Sapete bene che il metodo insegna ad utilizzare tutti gli alimenti, anche quelli vengono normalmente vietati nelle diete, è inutile rinunciare o evitare un cibo quando lo si può mangiare in abbondanza all’orario corretto.

Nella fase dimagrante il primo piatto (precisamente spaghetti o riso), o anche la pizza o il pane, è presente solo a colazione. Al risveglio, tra le 7 e le 8.30, il nostro corpo raggiunge il picco massimo di produzione dell’ormone cortisolo (detto anche ormone dello stress) che tra i molti effetti negativi ne ha uno molto positivo: aiuta a mobilitare i grassi in eccesso. Assumere in questo momento della giornata alimenti potenzialmente ingrassanti come spaghetti o riso in realtà NON INGRASSA, soddisfa il palato e il cervello! Tra l’altro, il nostro organismo, seguendo un preciso ritmo metabolico nelle ore del mattino favorisce la glicolisi (cioè metabolizza meglio il glucosio).

Se dovessimo mangiare spaghetti / riso / pizza / pane a pranzo o cena ingrasseremmo. In sostanza è come assumere un farmaco in un’ora corretta oppure sbagliata,  vi è una netta differenza!

Ovviamente questo “giochino” non funziona con tutti i tipi di carboidrati (biscotti, brioche, corn flakes, fette biscottate, ecc) che contengo anche molti zuccheri aggiunti.

Bisogna solo abituarsi qualche giorno a questo cambiamento ed avere la capacità di evolversi. 

Quando si raggiunge il mantenimento qualsiasi tipo di pasta, riso, pizza, pane, lasagne ecc ecc potrà essere assunta liberamente anche a pranzo o cena un paio di volte alla settimana ma a quel punto sarete diventati già consapevoli…

SE NEL TUO MENU’ SONO PRESENTI SPAGHETTI O RISO A COLAZIONE RICORDATI DI:

  • CUOCERLI AL DENTE
  • NON AGGIUNGERE SALE IN ACQUA DI COTTURA

SE HAI PIACERE LEGGI QUESTA INTERVISTA DI PAOLO BIANCHINI IN CUI VIENE SPIEGATO IL PROCESSO BIOCHIMICO DEI CARBOIDRATI FARINACEI ASSUNTI LA MATTINA https://www.today.it/benessere/alimentazione/carboidrati-dieta-intermittenza.html

CONSAPEVOLEZZA ALIMENTARE

Questo è un argomento abbastanza complesso per cui chi volesse approfondire è invitato alla lezione di nutrizione consapevole, grazie.

Si, è fortemente raccomandato perchè ti spieghiamo tutto.

PROSSIMA LEZIONE VENERDI’ 5 APRILE ORE 20.30. 

Clicchi sul link per tutte le info https://www.metodobianchini.it/nutrizione-consapevole/

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Se pensi ad esempio di riempirti di arance per il loro contenuto di vit. C sappi che ti stai anche riempiendo di zuccheri!

Stando a quasi tutte le tabelle nutrizionali al mondo, con l’unica eccezione di quelle del governo australiano, la carne rossa non avrebbe alcun contenuto di vitamina C.

La cosa è falsa, come dimostrato dalle analisi australiane e di molti laboratori indipendenti, ma non viene corretta.

La carne di manzo ha circa 1-3 mg di vitamina C per 100 g, il che significa che mangiare mezzo kg di bistecca più o meno soddisfa il fabbisogno minimo giornaliero di un uomo, che è intorno a 10 mg.

Questo è il motivo per cui cacciare un orso e mangiarne la carne ha sempre curato i marinai delle spedizioni artiche dallo scorbuto, non serve la frutta se hai carne fresca.

Ma mangiare cibi grassi non alza il colesterolo…??!? Il mio medico mi ha sempre detto di si!!!

MI SONO DILUNGATO MA E’ FONDAMENTALE FARE CHIAREZZA E CONOSCERE LA VERITA’.

 

1° PUNTO:

E’ praticamente impossibile ridurre o alzare il colesterolo attraverso il cibo perchè il colesterolo dipende da altro! 

Quello che va assolutamente compreso è che il colesterolo ha un’importanza vitale per il cervello, infatti non saremo in grado di pensare e ragionare normalmente senza di esso. E’ talmente importante che tutte le cellule sono in grado di produrne autonomamente: di fatto ogni giorno ne produciamo da tre a cinque volte in più rispetto a quanto ne arriva con la dieta. Il paradosso è che se la nostra dieta non ne fornisce a sufficienza allora la produzione aumenta (endogena), se invece si aumentano i grassi saturi essa diminuisce. Ecco perché è difficile ridurne e controllarne il livello ematico regolando l’alimentazione.

La prima osservazione è che con il cibo apportiamo appena un 10% del colesterolo totale e il restante 90% è autoprodotto per via endogena.
Il suo ruolo è preziosissimo per il funzionamento dell’organismo non solo organico ma anche sociale e comportamentale.

Fondamentale perché:

  • è un componente essenziale della membrana cellulare di tutte le cellule;
  • regola lo scambio di sostanze messaggere tramite la membrana cellulare;
  • è coinvolto nella crescita e nella divisione cellulare;
  • è la sostanza base per la sintesi di numerosi ormoni (aldosterone, cortisolo, testosterone, estradiolo, ecc.);
  • è essenziale per lo sviluppo embrionale;
  • è prodotto nel fegato e impiegato per produrre la bile;
  • si trova in grande abbondanza nel cervello, nel sistema nervoso, nelle ghiandole surrenali e nella pelle.

 

2° PUNTO: CARBOIDRATI E COLESTEROLO

I carboidrati infiammano le arterie danneggiandole, il colesterolo è richiesto dal corpo per riparare la parte dell’arteria danneggiata. Quindi non sono i grassi a “richiamare” colesterolo ma la pasta al pomodoro che vi siete mangiati fino ad oggi tutti i giorni a pranzo e la frutta che avete mangiato come spuntino “innocuo e salutare” a metà mattina e pomeriggio.

 

3° PUNTO: SENSO BIOLOGICO DEL COLESTEROLO 

Si può affermare che tutta la vita sociale umana è mossa da due “frequenze”: estrogeno e testosterone (femminile e maschile). Questi due ormoni regolano la socialità dando una percezione della vita e una reazione alla stessa molto diversa, a seconda che il cervello legga meglio l’uno o l’altro.

La statina, il farmaco più usato per ridurre il colesterolo, interviene nella sintesi del colesterolo bloccandone la produzione a livello di fegato.
Siamo sicuri che questo freno chimico non abbia ripercussioni nella vita sociale dell’uomo? In fin dei conti il colesterolo è il precursore dei più importanti ormoni umani.

 

4° PUNTO: NESSUNO TESTA IL COLESTEROLO LDL

Vi sorprenderà sapere che il valore del colesterolo LDL nei vostri esami del sangue non è reale, l’LDL non viene infatti generalmente testato perché è un esame complesso, tanto che negli USA solo due laboratori sono in grado di effettuarlo.

Ma come, direte, allora ci prendono in giro? Beh, dovreste averlo capito a questo punto…

Vediamo dunque a cosa si riferisce quel valore LDL sui vostri esami, usato per prescrivervi farmaci come le statine.

È un valore calcolato con una formula che è approssimativa nel migliore dei casi e che dà valori completamente errati in molti altri.

Ad esempio, se non siete a digiuno da almeno 14 ore, quella formula sparerà valori a casaccio.

Se i trigliceridi sono alti, questa formula non funziona per nulla ( e vi ricordo che i trigliceridi si riducono facilmente con il cibo)

Insomma, su un valore quasi del tutto estratto a caso, viene basata una diagnosi per la quale vengono prescritti farmaci con serissimi effetti collaterali.

 

5° PUNTO: CAC E STATINE

Mi sono fatto un’idea precisa dei motivi per cui molti sono estremamente restii a prescrivervi un CAC, ovvero l’unico esame che può darvi una chiara indicazione sul vostro rischio di avere un evento cardiovascolare.

Le statine, il farmaco più redditizio per l’industria farmaceutica fanno aumentare in modo sostanziale la calcificazione arteriosa, ovvero ottengono esattamente l’effetto opposto a quello per cui vengono prescritte, ed il CAC misura esattamente la calcificazione arteriosa.

Se un paziente si fa una CAC ed ha ad esempio un risultato di 50, e dopo un anno di statine se ne fa un’altra e vede che il risultato è 80, ovvio che anche ai più ignoranti potrebbero venire dubbi sull’efficacia di quei farmaci, soprattutto se nel frattempo sono cominciati ad arrivare anche i pesanti effetti collaterali.  Informatevi voi stessi………….

 

6° PUNTO:  GRASSI SATURI E LIVELLI DI TESTOSTERONE

Il testosterone è un ormone importantissimo per la salute di uomini e donne (sì, anche donne), la cui produzione raggiunge il picco a circa vent’anni per poi calare costantemente invecchiando.

Bassi livelli di questo ormone causano affaticamento, depressione, calo  della libido, problemi erettivi e perdita di massa muscolare, aumento del grasso e – soprattutto nelle donne – rischio di anemia.

Per mantenere ottimali livelli di testosterone occorre fare esercizio fisico intenso, soprattutto con pesi, avere una buona igiene del sonno, cercare di evitare conservanti ed additivi nei cibi commerciali che spesso hanno un effetto deprimente su questo ormone, ridurre il consumo di alcool, soprattutto birra (estrogenica), ma soprattutto mangiare cibo non processato e ricco di grassi saturi e colesterolo.

Che è esattamente il contrario di quanto raccomandato dal servizio sanitario.

Il testosterone, come altri ormoni sessuali, è infatti prodotto nel nostro organismo a partire dal colesterolo, ed anche se noi esseri umani siamo in grado di produrre colesterolo, tanto che buona parte di quello necessario al sostentamento delle funzioni quotidiane è prodotto dal nostro organismo anche senza mangiare grassi saturi, si tratta di un processo particolarmente dispendioso dal punto di vista fisiologico.

Un’altra ragione per mantenere ottimali livelli di colesterolo è per ridurre quelli dell’SHBG (Sex Hormone Binding Globuline), una molecola che si lega al testosterone rendendolo non disponibile al nostro organismo. Il colesterolo contribuisce a ridurre l’SHBG, il che significa più testosterone libero, che è quello utilizzabile.

Non è un caso quindi che in letteratura sono stati descritti moltissimi casi di impotenza insorta dopo l’utilizzo delle statine.

 

7° PUNTO:

La formula chimica del colesterolo è C27H46O, quando qualcuno vi parla di colesterolo buono e colesterolo cattivo, chiedetegli di indicarvi la formula di entrambi………………….esiste?

 

8° PUNTO: UN PO’ DI STORIA, DA QUI PARTE LA FREGATURA

Tutto ebbe inizio a metà del secolo scorso, quando venne condotto lo Studio Framingham (1948), il più grande ed articolato studio epidemiologico di popolazione in ambito di rischio cardiovascolare mai realizzato. Lo studio avrebbe scoperto la relazione tra colesterolo elevato e rischio di infarto e ictus: ogni incremento dell’1% della colesterolemia è associato ad un aumento di incidenza di cardiopatia ischemica del 2-3%. Questi dati non dicono molto, ma forse con un esempio la follia sarà più evidente.

Se una persona dovesse vedere il proprio colesterolo totale aumentare da 180 mg/dL a 250 mg/dL (aumento del 40%), significa che avrebbe un aumento dell’incidenza di cardiopatia del 120% (40%x3): insomma un morto che cammina!

In realtà lo studio mostrò che non c’è nessuna significativa differenza nel rischio cardiovascolare fra individui i cui livelli di colesterolo variano da 204 a 294 mg/dL.

L’altro famosissimo Studio che diede il colpo di grazia al colesterolo avvenne dopo qualche anno – nel 1953 – per opera del dottor Ancel Keys, il quale pubblicò il lavoro che sarebbe diventato il mito fondante della teoria sul colesterolo. Nello studio Keys inserì un diagramma basato sui dati di 6 diversi paesi del mondo in cui era riscontrabile una relazione evidente tra consumo di grassi e mortalità per cardiopatie coronariche.

Peccato che il diagramma presentato sia errato: Keys prese in considerazione i dati provenienti da soli 6 paesi del mondo pur avendo a disposizione i dati di 22 paesi. Il motivo è presto detto: se avesse utilizzato i dati completi il rapporto tra consumo di grassi e morte sarebbe stato inesistente!
Da quel momento in poi miliardi di persone sono state intossicate dall’abuso di farmaci.

La correlazione tra grassi e morte era stata purtroppo gettata, ma il mondo dovette attendere qualche decennio prima che l’Industria farmaceutica sfornasse qualcosa di utile per abbassare questo pericolosissimo grasso: il primo farmaco a livello mondiale venne brevettato nel 1987: la Lovastatina.

(Y.Rong et al., Egg consumption and risk of coronary heart disease and stroke: dose-response meta-analysis of prospective cohort studies, in British Medical Journal, 346, 2013, e8539)

 

A VOI LE CONCLUSIONI.

Venga alla prossima lezione di nutrizione consapevole, in sole 2 ore spieghiamo tutta la verità sui cibi.

I molluschi sono pesci che hanno un effetto neutro, ovvero non sono nè dimagranti nè ingrassanti. Per questo motivo nella fase dimagrante vanno evitati.

Questo è solo un grande condizionamento dettato da una forte dipendenza dagli zuccheri e dalla “cultura” alimentare errata che dilaga al giorno d’oggi nella nostra società.

Si pensa che mangiando zuccheri ci si possa sentire più felici…cosa non fu più sbagliata!

Tutto dipende da un preciso meccanismo biochimico e cercherò di spiegartelo in maniera molto semplice.

Ci sono alcuni alimenti che contengono un aminoacido essenziale che si chiama Triptofano (5.HTP), il triptofano è il precursore della serotonina, l’ormone del benessere! I principali antidepressivi sono serotoninergici.

Vuoi sapere quali sono i cibi che contengono maggiormente Triptofano? Non crederai ai tuoi occhi! Te li ho riassunti in questa tabella che ti puoi stampare e appendere sul frigo ogni volta che sarai triste e vorrai mangiarti uno snack dolce……come vedi non è presente nessun cibo zuccherino….basta farvi fregare perchè la vostra salute non ha prezzo!….medidate gente, meditate!

La rivista StarBene tempo fa mi ha dedicato la copertina e scritto un articolo proprio sulla dieta della felicità… https://www.starbene.it/alimentazione/diete/metodo-bianchini-dieta-felicita-menu-ricette/

 

Lo yogurt permette di assumere le proteine di qualità e gli altri nutrienti presenti nel latte con una migliore digeribilità. La fermentazione è infatti una sorta di pre-digestione del lattosio, che viene convertito per il 30-40% in galattosio, glucosio e acido lattico.

 

Per ulteriori chiarimenti vai alla domanda specifica sul latte.

Se nel tuo menu è presente la pasta o il riso a colazione non devi mettere il sale in acqua di cottura.

L’amido, derivante dagli alimenti come pasta e riso, viene convertito in glucosio. Il glucosio viene assorbito ad opera di una proteina carrier, un trasportatore che utilizza come propellente il cloruro di sodio (ovvero il sale!). Di conseguenza, una maggiore presenza di sodio equivale a maggiore assorbimento di glucosio, con l’effetto di generare un repentino aumento dei valori di glicemia e indurre il rilascio di molta insulina, ormone deputato alla liposintesi (ovvero ingrassamento!).

Quindi…il sale va usato solo sulle proteine (carne, pesce, uova) e mai sui carboidrati (verdure, pasta, riso).

 

Al giorno d’oggi ancora molti dicono di bere latte per evitare l’osteoporosi o comunque per aumentare la quantità di calcio del loro organismo.

Ciò poteva essere corretto in passato, quando l’alimentazione era povera di proteine animali e il latte vaccino era sano, ma oggi, a causa dell’inquinamento, delle piogge acide e dei mangimi chimici è vero l’opposto e cioè che l’assunzione di latte causa perdita di calcio dall’osso.

Che il latte contenga effettivamente molto calcio e che questo sia utile per l’osso è indubbio, ma è altrettanto indubbio che gli studi scientifici non documentino una riduzione del rischio di fratture ossee proporzionale al consumo di latte. Purtroppo, però, i risultati degli studi scientifici che non sono “utili” a chi deve vendere un prodotto, non vengono fatti conoscere né ai medici né alle persone, perché troppo spesso non vengono diffusi dai media e pertanto non raggiungono una copertura sufficiente per rimuovere i pregiudizi radicati nella mente di chi non si tiene costantemente aggiornato sugli sviluppi della ricerca.

Per quanto riguarda gli adolescenti, uno studio prospettico dell’Università di Harvard ha dichiarato che per ogni bicchiere di latte consumato quotidianamente fra i 13 e i 18 anni il rischio di fratture dell’anca in età adulta non diminuisce nelle femmine e addirittura aumenta significativamente del 9% nei maschi.

Perché il latte fa male?

Il latte attuale è un alimento che aumenta l’acidità generale dell’organismo (analogamente a quello che fanno i cibi industriali, i farmaci e qualsiasi sostanza chimica estranea al nostro corpo) e dato che il nostro organismo non lavora bene in ambiente acido (l’acidosi altera il funzionamento delle nostre reazioni enzimatiche), per contrastare questa acidità richiama sali di calcio dall’osso, demineralizzando quindi quest’ultimo e predisponendolo a possibili fratture future.

Qual è il latte peggiore?

Il latte di mucca è sicuramente il peggiore, mentre quelli di pecora e di capra, se gli animali sono stati allevati biologicamente, hanno una composizione più salutare di quello di mucca e quindi sono più accettabili anche se dobbiamo ricordare che le pecore e le capre, allevate biologicamente, mangiano molta erba inquinata perché bagnata dalle piogge acide (ricche di sostanze chimiche cancerogene a causa dell’inquinamento ambientale).

E’ bene aggiornare continuamente le nostre conoscenze alimentari, perché ciò che andava bene 40-50 anni fa non è assolutamente detto che vada bene anche oggi. 

Inoltre, dato che il Ministero Statunitense dell’Agricoltura (USDA) consiglia a tutti gli americani (dai bambini agli adulti, gravide comprese) di bere 3 o più di 4 bicchieri di latte al giorno e poiché sappiamo che l’USDA non è indipendente da forti pressioni industriali, consiglio anche di vagliare attentamente tutte le informazioni che ci giungono e di controllare sempre che siano prive di conflitti di interesse dichiarati o politicamente sospetti.

Per concludere il discorso sull’utilità del latte, sconsiglio vivamente di berlo:

  • ai “piccoli” perché sono troppo piccoli e deboli a livello immunitario e a livello di sviluppo biologico per difendersi dai danni del latte
  • ai “grandi” perché sono troppo grandi per fare ancora i piccoli e aver bisogno di essere allattati da un alimento tossico che, tra l’altro, non appartiene alla nostra specie.

 

PROTEINE, GRASSI E CARBOIDRATI.

Se una persona smettesse di mangiare proteine, probabilmente morirebbe in qualche mese.

 

Se smettesse di mangiare grassi, morirebbe molto prima.

 

Ma se smettesse di mangiare carboidrati sfavorevoli come farinacei e dolciumi ad orari errati, sarebbe a posto per tutta la vita ed anzi sarebbe più in salute e con meno malattie degenerative.

MetodoBianchini è rivoluzionario perchè ti dà la possibilità di essere felice mangiando anche i carboidrati sfavorevoli ma al giusto orario biologico (colazione) permettendo di soddisfare il palato e il cervello, dimagrire e migliorare il benessere!

Cosa vuoi di più dalla vita?

LEGGI ARTICOLO DI PAOLO BIANCHINI SULLA RIVISTA STARBENEO IODONNA

 

L’ aceto è un liquido stimolatore di Gastrina, ormone secreto dall’apparato gastrointestinale, che stimola la secrezione dell’ormone chiamato Insulina che a sua volta genera la liposintesi (ingrassamento).

E’ LO STESSO MOTIVO PER CUI NEL PRIMO MESE NON SI POSSONO BERE ALCOLICI.

Vi rispondo con una domanda fatta al Prof. Richard Bernstein, il più noto esperto mondiale di diabete tipo 1: “una dieta ad alte proteine è pericolosa per i reni se il tuo A1c* è vicino al 6%?”

Risposta del prof: “è l’A1c vicino al 6% ad essere un pericolo per i tuoi reni, non una dieta ad alte proteine”.

Il fatto che questa ovvietà, dimostrata da innumerevoli studi scientifici nell’arco di decenni, debba essere ribadita è un segno di come la medicina sia diventata il braccio armato dell’industria farmaceutica ed alimentare, che hanno nelle diete biochimiche il loro principale nemico.

*L’emoglobina A1c è, tra le componenti dell’emoglobina A (la più abbondante forma di emoglobina presente nei globuli rossi dell’adulto, circa il 98%), quella che si complessa più facilmente con il glucosio.


Non è idonea un’alimentazione povera di proteine ricordandosi sempre che carboidrati, proteine e grassi (ovvero i 3 macronutrienti fondamentali) vanno sempre introdotti nelle giuste proporzioni.

Proteine è un termine derivato dalla parola greca proteios che significa primario, di prima qualità. E, in effetti, le proteine sono, fra le diverse sostanze nutritive, quelle che data la loro struttura chimica, svolgono funzioni di prima qualità. Nella loro molecola, infatti, oltre a carbonio, idrogeno e ossigeno, contengono azoto. Ed è appunto all’azoto che si deve la capacità, propria ed esclusiva delle proteine, di rigenerare le cellule e tessuti e favorire la crescita. Se questa rappresenta la loro principale funzione non va dimenticato che le proteine possono fornire anche energia.

SFATIAMO ANCHE UN ALTRO MITO…QUELLO DELL’ACIDO URICO! Non sono le proteine ad aumentare l’acido urico ma sono gli zuccheri contenenti in alimenti come pasta, pane, riso e frutta che si convertono in acido urico!

Se vuole venga alla prossima lezione di nutrizione consapevole per chiarirsi definitivamente le idee.

Sono gli zuccheri e i carboidrati sfavorevoli ad “appesantire” il fegato. Non c’è altro da aggiungere…

Venga alla prossima lezione di nutrizione consapevole, in sole 2 ore spieghiamo tutta la verità sui cibi.

 

Se nel menu non sono ancora stati inseriti c’è evidentemente un motivo e potranno essere inseriti (con intelligenza) più avanti.

I legumi a livello nutrizionale sono carboidrati perchè sono ricchi di amido e quindi ingrassanti.

E’ vero che i legumi contengono anche delle proteine, ma queste proteine sono associate ad ampie quantità di carboidrati, ed oltretutto sono quasi sempre incomplete, ovvero carenti di aminoacidi essenziali e quindi non conteggiabili ai fini della quota proteica giornaliera.

Non tutti i legumi sono ovviamente uguali: i piselli hanno un contenuto di zuccheri più basso di molti altri, le lenticchie sono usatissime dai vegani per l’alto contenuto proteico.

Prendiamo i ceci, che hanno un contenuto in proteine biodisponibili di circa 13 g su 100 g di prodotto. Ottima quantità, ma viene insieme a 44 g di zuccheri.

100 g di uova hanno la stessa quantità di proteine, ma con un profilo aminoacidico molto migliore, e solo 1 g di zuccheri.

Inoltre per mangiare appena 26 g di proteine bisognerebbe mangiare 200 g di ceci (pesati a crudo) che sono una enorme quantità, con anche una gran quantità di fibra, mentre le stesse proteine si ricavano da 4 uova, facili da mangiare e digerire.

Ma il problema principale è che molti dei nutrienti contenuti nei legumi non sono disponibili per la biologia umana, i minerali ad esempio non vengono assorbiti quasi per nulla per via della difficoltà di digestione (che causa gonfiore, flatulenza e dolori di stomaco), del resto non siamo vacche con stomaci disegnati per fermentare quelle fibre.

Un altro problema è l’alto contenuto di lectine ed acido fitico, degli anti nutrienti che possono danneggiare il rivestimento intestinale e soprattutto impedire alle nostre difese naturali di ripararlo, causando o esacerbando malattie autoimmuni. Cuocere i legumi a lungo dopo averli ammollati per 24 ore riduce il contenuto di lectine in modo importante, ma lascia comunque troppo acido fitico.

Gli enzimi salivari (amilasi) degradano l’amido trasformandolo in glucosio, aumentando di conseguenza la glicemia con produzione di insulina.  Ricordo che l’eccesso di glucosio è responsabile di quasi tutte le patologie https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/corretta-informazione/lo-zucchero-favorisce-la-crescita-dei-tumori

Tagli di carne con l’osso o pesce con le lische sono alimenti che non contengono carboidrati o, se presenti, non superano il 4% e contengono aminoacidi favorevoli al dimagrimento.

Praticare una regolare attività fisica fa certamente bene alla salute ed è consigliato dall’OMS ma ai fini del metodo non è necessaria perchè praticare sport può inibire il dimagrimento.

Vi spiego perché: durante l’attività fisica di intensità medio – alta il muscolo produce acido lattico, questo viene riversato nel sangue e trasportato nel fegato dove viene riconvertito in glucosio e riportato all’interno del muscolo. Questo glucosio in eccesso ovviamente passa nel pancreas dove secerne la secrezione di insulina che, a sua volta, inibisce la β-ossidazione ovvero quegli enzimi deputati al dimagrimento. Un processo fisiologico/biochimico semplicissimo ma che tutti (purtroppo) ignorano!

Come testimoniano i grandi medici dell’antichità, Ippocrate e Galeno, un corretto equilibrio alimentare è più importante di fare esercizio fisico.

Una volta raggiunto il dimagrimento desiderato si può  chiaramente svolgere regolare attività fisica.

LEGGI ARTICOLO DI PAOLO BIANCHINI SULLA GAZZETTA DELLO SPORT

Gli spaghetti cotti al dente (massimo 5 minuti) hanno un indice glicemico basso (40), meno di pasta corta, ravioli o lasagne e meno dimolti frutti!. Questo perché il processo di pastificazione che prevede l’estrusione della pasta determina la formazione di una pellicola protettiva, che contribuisce a rallentare la gelatinizzazione degli amidi durante la cottura e quindi la loro digestione.

L’indice glicemico basso determina un minor rilascio di insulina (aumentando di conseguenza il senso di sazietà), promuove l’ossidazione dei grassi e riduce la lipolisi; risulta quindi strategico per il nostro organismo.

SE NEL TUO MENU’ SONO PRESENTI GLI SPAGHETTI A COLAZIONE RICORDATI DI:

  • CUOCERLI AL DENTE
  • NON AGGIUNGERE SALE IN ACQUA DI COTTURA

Questa è una delle domande che mi porgete più di frequente ed è anche una delle peculiarità del mio metodo. Vi darò una spiegazione semplice e soprattutto scientifica perché ci sono dei fondamenti biochimici ben precisi.

Sapete bene che il metodo insegna ad utilizzare tutti gli alimenti, anche quelli vengono normalmente vietati nelle diete, è inutile rinunciare o evitare un cibo quando lo si può mangiare in abbondanza all’orario corretto.

Nella fase dimagrante il primo piatto (precisamente spaghetti o riso), o anche la pizza o il pane, è presente solo a colazione. Al risveglio, tra le 7 e le 8.30, il nostro corpo raggiunge il picco massimo di produzione dell’ormone cortisolo (detto anche ormone dello stress) che tra i molti effetti negativi ne ha uno molto positivo: aiuta a mobilitare i grassi in eccesso. Assumere in questo momento della giornata alimenti potenzialmente ingrassanti come spaghetti o riso in realtà NON INGRASSA, soddisfa il palato e il cervello! Tra l’altro, il nostro organismo, seguendo un preciso ritmo metabolico nelle ore del mattino favorisce la glicolisi (cioè metabolizza meglio il glucosio).

Se dovessimo mangiare spaghetti / riso / pizza / pane a pranzo o cena ingrasseremmo. In sostanza è come assumere un farmaco in un’ora corretta oppure sbagliata,  vi è una netta differenza!

Ovviamente questo “giochino” non funziona con tutti i tipi di carboidrati (biscotti, brioche, corn flakes, fette biscottate, ecc) che contengo anche molti zuccheri aggiunti.

Bisogna solo abituarsi qualche giorno a questo cambiamento ed avere la capacità di evolversi. 

Quando si raggiunge il mantenimento qualsiasi tipo di pasta, riso, pizza, pane, lasagne ecc ecc potrà essere assunta liberamente anche a pranzo o cena un paio di volte alla settimana ma a quel punto sarete diventati già consapevoli…

SE NEL TUO MENU’ SONO PRESENTI SPAGHETTI O RISO A COLAZIONE RICORDATI DI:

  • CUOCERLI AL DENTE
  • NON AGGIUNGERE SALE IN ACQUA DI COTTURA

SE HAI PIACERE LEGGI QUESTA INTERVISTA DI PAOLO BIANCHINI IN CUI VIENE SPIEGATO IL PROCESSO BIOCHIMICO DEI CARBOIDRATI FARINACEI ASSUNTI LA MATTINA https://www.today.it/benessere/alimentazione/carboidrati-dieta-intermittenza.html